Una giornata di incontro, formazione e servizio al Santuario di Oropa, ma soprattutto un’occasione per riscoprire le radici dell’impegno melitense e guardare alle sfide future del Cisom – Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. Sabato 13 giugno il santuario biellese ha ospitato la giornata del raggruppamento piemontese, che ha riunito volontari provenienti dai gruppi di Biella, Casale Monferrato, Cuneo, Torino, VCO e Viguzzolo.
L’iniziativa si è inserita nello storico pellegrinaggio dell’Ordine di Malta, confermando il legame tra spiritualità, servizio sanitario e assistenza ai pellegrini.
Ad aprire i lavori è stato l’assistente spirituale nazionale del Cisom, don Riccardo Santagostino Baldi, che ha richiamato il senso originario della missione melitense: l’assistenza ai malati e ai pellegrini, dalle origini a Gerusalemme fino all’attività odierna. Un richiamo alla continuità di una storia secolare che si traduce ancora oggi in servizio concreto.
Tra i momenti centrali della giornata la presentazione del “Progetto Oropa”, illustrato dal capo raggruppamento Piemonte Pietro Brovarone. L’iniziativa nasce per garantire un presidio sanitario stabile in uno dei principali luoghi di pellegrinaggio del Nord Italia, frequentato ogni settimana da migliaia di visitatori e oggi privo di un servizio strutturato di primo soccorso.
Il progetto prevede, nelle domeniche di luglio e nelle prime quattro di agosto, compreso Ferragosto, la presenza di un Posto Medico Mobile, un’automedica e un’ambulanza di soccorso con squadre composte da volontari e personale sanitario. Complessivamente saranno coinvolti 163 volontari dei diversi gruppi piemontesi.
«Si tratta di un’attività di servizio che vogliamo costruire insieme come raggruppamento», ha spiegato Brovarone, sottolineando anche il valore della collaborazione tra i territori e della crescita delle attività dell’Ordine di Malta.
Nel pomeriggio l’intervento del direttore nazionale Luigi Di Iorio ha approfondito il tema “Perché essere Cisom – Il nuovo corso del Cisom a 56 anni dalla sua fondazione”, ripercorrendo il processo di riorganizzazione degli ultimi anni e le linee guida del triennio 2024-2026.
Tra i punti cardine del nuovo corso le “cinque R”: regole chiare, rispetto, risoluzione dei conflitti, ripartenza e responsabilità. Un’impostazione che mira a rafforzare identità e struttura del Corpo, sempre più integrato nel sistema nazionale di protezione civile e assistenza sanitaria.
Di Iorio ha inoltre evidenziato come progetti come quello di Oropa rappresentino un ritorno alle origini della missione melitense, centrata sull’assistenza ai pellegrini.
La giornata si è conclusa con la riflessione spirituale “Due divise, una sola croce”, la consegna dei nuovi distintivi di funzione e la Santa Messa nella Basilica Superiore del santuario, presieduta da monsignor Francesco Ravinale.
Particolarmente significativo anche il momento di accoglienza dei nuovi volontari, che hanno ricevuto il tradizionale basco rosso, simbolo di appartenenza al Corpo. Un gesto che ha rappresentato il passaggio generazionale all’interno di una comunità che continua a crescere nel segno del motto del Cisom: “Seduli in accurrendo, alacres in succurrendo”.















