Ultim'ora - 18 giugno 2026, 16:51

Progetto 'Generazione G', per ogni euro investito 3,21 euro di ritorno generato

(Adnkronos) - A tre anni dal lancio Generazione G, progetto promosso da Prénatal in collaborazione con Moige (Movimento Italiano Genitori) per sostenere la natalità in Italia e accompagnare le famiglie in situazioni di fragilità, presentata la seconda rendicontazione d’impatto, confermando la capacità del modello di generare valore sociale, rafforzare la fiducia delle famiglie e contribuire alla costruzione di comunità più solide e inclusive. Dopo i risultati della prima annualità, la seconda fase del progetto conferma e rafforza il ruolo di Generazione G come intervento di welfare preventivo e relazionale, capace di incidere non solo sulle condizioni materiali delle famiglie coinvolte, ma anche sulle dimensioni educative, psicologiche, relazionali e comunitarie che caratterizzano la genitorialità nei primi anni di vita del bambino. 

La valutazione di impatto economico-sociale è stata realizzata dall’Università La Sapienza di Roma attraverso il metodo Sroi (Social Return on Investment), un approccio che consente di analizzare la mappa del cambiamento andando oltre la semplice misurazione delle attività realizzate e traducendo gli impatti prodotti sui beneficiari e sulla comunità in valore economico-sociale. Il risultato conferma la crescita del valore generato: nella seconda annualità, a fronte di un investimento complessivo di 498.536,73 euro, Generazione G ha prodotto un valore pari a 1.600.039 euro, generando un ritorno, per ogni euro investito, di 3,21. Dato che assume ancora maggior rilevanza se considerato al netto delle risorse impiegate: +154% rispetto al periodo precedente.  

Considerando gli effetti prodotti che non si esauriscono nel breve periodo, ma si consolidano nel tempo, l’impatto cumulato attualizzato a cinque anni è stato inoltre proiettato a quasi 5 milioni di euro. Un valore che evidenzia come il progetto rappresenti un vero e proprio investimento sociale: un modello capace di trasformare risorse economiche e progettuali in maggiore benessere familiare, prevenzione delle vulnerabilità, rafforzamento delle reti territoriali e una più alta sostenibilità della scelta genitoriale. 

 

“La seconda rendicontazione di Generazione G conferma la solidità di un modello che genera benefici nel lungo periodo e dimostra come il sostegno alla genitorialità possa tradursi in un vero investimento sociale con effetti sulla sostenibilità educativa e demografica dei territori. Il progetto rappresenta un modello di intervento replicabile e scalabile, capace di integrare sostegno materiale, empowerment relazionale e attivazione comunitaria in una logica di welfare preventivo e generativo, orientato alla costruzione di contesti familiari più sicuri e benefici rilevanti e duraturi. Oggi più che mai è fondamentale consolidare un lavoro comune tra Istituzioni, stakeholder e imprese per promuovere risposte condivise e durature a sostegno della natalità e delle famiglie per ricreare possibilità di sviluppo del Paese”, afferma Alberto Rivolta, Ceo Artsana Group.  

Nel secondo blocco progettuale, Generazione G ha preso in carico 308 famiglie fragili attraverso una rete attiva in 28 città di 13 regioni. L’intervento è stato possibile grazie all’ingaggio di 53 genitori esperti, selezionati e formati per accompagnare le famiglie nei momenti più delicati della genitorialità, offrendo ascolto, presenza, competenze e supporto concreto. Particolarmente significativo è il dato relativo alla natalità: 79 nuove nascite di cui 11 secondi o terzi figli, che rappresentano uno degli outcome più rilevanti dell’intervento e che confermano la capacità del progetto di contribuire alla creazione di condizioni relazionali, emotive e comunitarie più sostenibili per la crescita dei figli. 

In un contesto nazionale segnato da un progressivo e costante calo della natalità Generazione G dimostra infatti come il sostegno alle famiglie, quando è continuativo e fondato sulla prossimità, possa rafforzare la fiducia nella scelta genitoriale e contribuire alla costruzione di condizioni più favorevoli alla natalità. Accanto al dato demografico, la seconda rendicontazione dell’Itci-Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale di 'Tonino Cantelmi', che analizza i cambiamenti sociali nella vita delle famiglie, evidenzia miglioramenti significativi nella quotidianità dei nuclei coinvolti, con indicatori in crescita rispetto alla prima annualità. 

 

La stabilità della coppia si è rafforzata, registrando un +22,6% nell’autoefficacia di coppia, che nella prima fase era rimasta stabile, mentre l’autoefficacia genitoriale è cresciuta del +26,1%, rispetto al +2,4% del primo blocco. In aumento anche la soddisfazione genitoriale, che passa dal +5,5% della prima annualità al +14,95% della seconda. Anche la relazione genitore-figlio ha registrato un miglioramento sostanziale, con un incremento del calore educativo pari al +12,6%, rispetto al +3,8% della prima fase, e una riduzione dello stile genitoriale trascurante del -19,1%. Il progetto ha inciso anche sul benessere dei bambini, in particolare nei primi anni di vita. L’attaccamento sicuro è cresciuto del +10,3%, rispetto al +3,8% registrato nella prima annualità, mentre lo stile di attaccamento ansioso ha confermato una riduzione significativa, pari al -32,9%, sostanzialmente in linea con i dati della prima fase.  

Le evidenze raccolte confermano inoltre un miglioramento particolarmente significativo del benessere complessivo delle famiglie: il benessere psicologico è cresciuto del +31,5%, rispetto al +2,6% della prima annualità, mentre quello fisico ha registrato un incremento del +36,5%, rispetto al +2% del primo blocco. Risultati che mostrano come il progetto abbia contribuito non solo al miglioramento delle condizioni materiali, ma soprattutto al rafforzamento delle competenze genitoriali, della qualità delle relazioni familiari e della capacità delle famiglie di attivare reti di supporto sociale e comunitario. Proprio la dimensione territoriale rappresenta uno degli elementi più qualificanti della seconda annualità. Le attività di gruppo, il supporto tra pari e la costruzione di reti informali di prossimità hanno favorito la nascita di capitale sociale territoriale, rafforzando la capacità delle comunità locali di attivare risposte informali ai bisogni delle famiglie. In particolare, il supporto proveniente da corsi e gruppi strutturati è cresciuto del +21,4%. 

In questo quadro, i genitori esperti hanno svolto un ruolo centrale non solo come figure di supporto individuale, ma anche come facilitatori di reti territoriali e promotori di connessioni tra famiglie, servizi e comunità locali contribuendo alla costruzione di un modello di welfare comunitario.  

 

Questa dimensione è rilevante anche per il sistema pubblico: la presenza di reti relazionali stabili e comunità educanti può contribuire, nel medio periodo, a ridurre la pressione sui servizi sociosanitari ed educativi, intervenendo prima dell’aggravarsi delle vulnerabilità. L’impatto del progetto non risiede solo nel potenziale risparmio economico, ma soprattutto nella capacità di rafforzare fattori protettivi familiari e comunitari, prevenendo situazioni di disagio che richiederebbero interventi più intensivi. “I dati di Generazione G dimostrano che il sostegno alla genitorialità è il miglior investimento possibile per il futuro del Paese. I ritorni sociali sono la prova che la solitudine delle famiglie si combatte con la prossimità. Grazie alla rete dei nostri genitori esperti, abbiamo trasformato la fragilità in fiducia, il disagio in opportunità”, dichiara Antonio Affinita, direttore generale Moige.  

Sin dalle fasi iniziali, il progetto è stato, inoltre, sostenuto a livello istituzionale, a conferma della rilevanza del supporto alla genitorialità come leva strategica per il benessere sociale. “Abbiamo creduto fin dall’inizio in questo progetto perché affronta il tema della natalità e delle fragilità familiari con il giusto approccio: sostenendo le famiglie, accompagnando i genitori, aiutando i nuclei ad alimentare le relazioni, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà. Il sostegno alle famiglie, il welfare pensato in chiave di alleanza e non di sostituzione, è una bussola che ha orientato fin dall’inizio le politiche del governo, ma siamo convinti che solo attraverso l’impegno comune delle istituzioni, del mondo del lavoro e dell’impresa, dell’associazionismo, le politiche possano dispiegare appieno i propri effetti. Il progetto di Prénatal in collaborazione con Moige va esattamente in questa direzione”, afferma Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. 

 

Nel complesso delle due annualità, Generazione G ha raccolto quasi un milione di euro, aiutato 572 famiglie fragili, accompagnato 136 nuove nascite e coinvolto 36 città in 15 regioni grazie al supporto di 70 genitori esperti. Il progetto ha inoltre distribuito basket infanzia per un valore cumulato superiore a 60.000 euro, contribuendo a offrire un sostegno materiale immediato alle famiglie coinvolte. Con il contributo delle insegne Prénatal, Toys Center, Bimbostore e Fao Schwarz – e dei partner Chicco, Clementoni, Fater, Mam, Mattel e Okbaby, Generazione G continua a crescere come modello di welfare di prossimità, capace di unire imprese, terzo settore, comunità e famiglie intorno a un obiettivo comune: rimettere al centro la genitorialità come leva per il futuro del Paese. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)