Cultura - 20 giugno 2026, 18:05

Domodossola riscopre Nino Bazzetta, eclettico e dimenticato storico dell'Ossola FOTO E VIDEO

Al Collegio Rosmini un convegno dedicato allo scrittore e giornalista a 75 anni dalla sua morte

Un personaggio eclettico, anarchico e libero da ogni etichetta: è Nino Bazzetta de Vemenia, storico, scrittore e giornalista che la città di Domodossola ha voluto ricordare con un convegno dal titolo “Il ritorno di Bazzetta”. L’iniziativa, tenutasi nel pomeriggio di oggi – 20 giugno – presso l’auditorium Bertamini del Collegio Rosmini, è stata promossa dallo storico Enrico Rizzi che, affiancato dagli altri relatori Francesco Maria Ferrari, Lino Cerutti, Lorenzo Del Boca, Raffaella Fontana e Gian Vittorio Moro, ha illustrato la vita e l’opera di Bazzetta in occasione dei 75 anni dalla sua morte.

“Oggi siamo qui a ricordare Nino Bazzetta come storico dell’Ossola, come giornalista, come scrittore dimenticato, anzi in qualche caso massacrato – spiega Enrico Rizzi - da una critica ostile, essendo una figura libera, un personaggio eclettico. Andava sempre contro le convenienze del momento, osteggiava sempre il potere. A 75 anni dalla sua morte andava ricordato e recuperato. Lino Cerutti ed io abbiamo avuto dalla vedova molto manoscritti inediti che costituiscono un “fondo bazzettiano” che vogliamo mettere a disposizione della comunità”.

Nino Bazzetta (1880-1951) era originario di Omegna ma ha vissuto gran parte della vita a Domodossola, dove ha compiuto gli studi – presso lo stesso Collegio Rosmini che ha ospitato il convegno – ed è stato giornalista, storico e scrittore prolifico. A lui si deve, tra le numerose altre opere, la “Storia della città di Domodossola e dell’Ossola superiore”, testo per lungo tempo osteggiato dalla critica e dal pubblico, che accusava l’autore di aver pubblicato una storia non veritiera e, anzi, del tutto inventata. Una tesi che, durante il convegno, proprio Rizzi ha voluto contestare, affermando anzi l’assoluto valore dell’opera.

Letizia Bonardi