Sanità - 23 giugno 2026, 14:30

Cure salvavita negate ai non residenti? Pompeo: “Grave violazione del diritto alla continuità terapeutica”

La consigliera regionale presenta un’interrogazione urgente in Consiglio regionale: “Segnalazioni da pazienti e medici di famiglia. La Regione intervenga subito e promuova un Protocollo nazionale per garantire le terapie anche ai domiciliati in Piemonte”

“Ormai da settimane ricevo segnalazioni allarmanti da parte di pazienti e medici di medicina generale che lamentano il fatto che in Piemonte non venga più garantita la continuità terapeutica a persone affette da gravi patologie che necessitano di cure salvavita ad alto costo, solo perché non residenti anagraficamente nella nostra regione” denuncia la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che ha presentato un’interrogazione urgente in Consiglio regionale per fare chiarezza su questa grave situazione e spingere la Regione a risolverla in tempi rapidi.

“Secondo quanto riferito dai pazienti, le Direzioni di alcune ASR avrebbero comunicato l’impossibilità di proseguire i cicli terapeutici, nonostante la presa in carico territoriale già formalizzata, motivando il rifiuto esclusivamente con la mancanza della residenza in Piemonte. Se questo fatto rispondesse a verità, ci troveremmo di fronte a una discriminazione non tollerabile e illegittima nei confronti di persone che vivono, lavorano o studiano stabilmente in Piemonte e che, proprio per questo, hanno fissato qui il loro domicilio sanitario. Questa esclusione rappresenta una violazione di un principio fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale: la parità di accesso alle cure. Non è tollerabile che persone con patologie gravi vengano lasciate senza terapie salvavita per mere questioni amministrative” prosegue la Consigliera regionale del Partito Democratico.

“La mia interrogazione ha lo scopo di portare all’attenzione dell’Assessore alla Sanità un problema che deve essere affrontato e risolto al più presto. La Giunta deve sollecitare in Conferenza Stato-Regioni l’adozione di un Protocollo nazionale che garantisca il pieno accesso anche alle cure ad elevato costo per i cittadini domiciliati in regioni diverse da quelle di residenza, prevedendo un meccanismo di compensazione tra le Regioni. La salute pubblica deve essere tutelata e nessun paziente deve essere abbandonato a se stesso e privato delle cure necessarie. La continuità terapeutica è un diritto. La Regione intervenga immediatamente” conclude Laura Pompeo.

comunicato stampa a.f.