Si avviano alla conclusione le “Giornate della Terra Nostra”, la rassegna promossa dalla Pro Loco di Domodossola per conoscere, valorizzare e onorare, nel tempo del solstizio d’estate, la bellezza dell’ambiente in cui viviamo e le tradizioni che ne raccontano la storia.
Il primo dei tre appuntamenti finali è in programma giovedì 25 giugno alle 17.30, nella Cappella Mellerio, con l’incontro dal titolo “Chi è passato nel nostro sentiero?”. Relatore sarà Nicola Rossi, che guiderà il pubblico alla scoperta delle impronte e delle tracce lasciate dagli animali della bassa montagna, offrendo strumenti e curiosità per imparare a leggere i segni della presenza della fauna nei nostri boschi e lungo i sentieri.
La sera successiva, venerdì 26 giugno alle 21, sarà la suggestiva cornice di Piazza Rovereto ad accogliere il concerto dedicato al Solstizio d’Estate. Le note delle arpe di Vincenzo Zitello e dei violini di Fulvio Renzi accompagneranno il pubblico in un viaggio musicale capace di intrecciare natura, storia e spiritualità del territorio.
L’evento è reso possibile grazie al generoso contributo dell’associazione “Uno Sguardo sulla Valle”, per volontà del presidente dottor Rinaldo Lampugnani. Un’iniziativa che assume anche un forte valore simbolico, riunendo idealmente, sotto il segno di una comune cultura alpina, le comunità della Valle Antigorio, della Val Formazza e di Domodossola, da sempre luogo di incontro, scambio e condivisione per tutto il fondovalle. Un esempio concreto di collaborazione e comunione tra territori che condividono radici, tradizioni e prospettive.
A chiudere la manifestazione sarà l’appuntamento di sabato 27 giugno, dedicato alla scoperta del patrimonio storico e paesaggistico locale. Sarà infatti possibile percorrere il tratto Calvario-Tappia del Sentiero dei Torchi e dei Mulini, recentemente recuperato e valorizzato grazie all’impegno congiunto del CAI e del Lions Club Domodossola.
Tre occasioni diverse ma unite da un unico filo conduttore: riscoprire il territorio, la sua storia e le relazioni che lo rendono vivo, celebrando insieme la ricchezza della nostra terra.