Sanità - 24 giugno 2026, 18:00

Accordo per i medici di famiglia nelle Case di Comunità: fino a 6 ore settimanali obbligatorie

Firmata l'ipotesi di contratto tra Sisac, Fimmg e Fmt. Previsto un compenso di 38,72 euro l'ora e l'obbligo di attività nelle strutture territoriali tra le 8 e le 20

È stata firmata l'ipotesi di accordo che disciplina l'attività dei medici di medicina generale all'interno delle Case di Comunità. L'intesa, raggiunta grazie a un'accelerazione delle trattative, è stata sottoscritta dalla Sisac, in rappresentanza delle Regioni, e dalle organizzazioni sindacali Fimmg e Fmt.

Il nuovo contratto introduce per i medici di famiglia un obbligo di presenza fino a sei ore settimanali per 48 settimane all'anno nelle Case di Comunità, con attività da svolgere nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20 e con turni di almeno tre ore continuative. Per ogni ora di servizio prestata sarà riconosciuto un compenso di 38,72 euro, oltre agli oneri previsti, sulla base di una tariffazione uniforme valida su tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto spiegato dalla Conferenza delle Regioni, il compito di garantire la continuità dell'attività nelle strutture territoriali sarà affidato alle singole Aziende sanitarie. Saranno infatti queste ultime a definire il fabbisogno orario delle Case di Comunità, dopo aver impiegato il personale già assegnato ad attività orarie e aver consultato il referente dell'Aggregazione Funzionale Territoriale (Aft), ove presente. Le eventuali ore residue verranno quindi distribuite tra i medici operanti nel territorio di riferimento della struttura.

Non tutte le sigle sindacali hanno però accolto favorevolmente l'intesa. Smi e Snami hanno infatti deciso di non firmare l'accordo. In particolare, il Sindacato Medici Italiani denuncia quello che definisce uno "stravolgimento della natura giuridica del rapporto di lavoro" che regola l'attività dei medici di medicina generale con il Servizio sanitario nazionale nell'ambito della libera professione convenzionata.

Secondo lo Smi, l'obbligo di svolgere fino a sei ore settimanali nelle Case di Comunità trasformerebbe la medicina generale in una semplice risposta al fabbisogno orario definito dalle Aziende sanitarie locali. Una scelta che, a giudizio del sindacato, introdurrebbe elementi tipici di un rapporto di subordinazione senza però garantire le tutele previste per il lavoro dipendente, determinando così un forte squilibrio contrattuale.

Dopo la firma dell'ipotesi di accordo, il testo dovrà ora completare il previsto iter procedurale per poter entrare in vigore entro il 30 giugno 2026, nel rispetto delle scadenze fissate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

comunicato stampa a.f.