Vigezzo - 28 giugno 2026, 17:50

I giovani riscoprono la montagna: allevamento e agricoltura hanno un futuro FOTO

A Toceno l'incontro "Giovani donne e uomini di montagna – il futuro delle Alpi" ha raccontato esperienze, formazione e opportunità del settore, sfatando il luogo comune secondo cui i ragazzi non sarebbero più disposti a fare sacrifici

Non è vero che i giovani non vogliono più fare fatica e sacrificio. La prova viene dagli allevatori. Non sono pochi infatti i ragazzi che si appassionano  all’allevamento e, più in generale, all’agricoltura. Lo si è detto ed è stato ribadito sabato 27 giugno, alle 17, in sala parrocchiale a Toceno durante l’incontro “Giovani donne e uomini di montagna – il futuro delle Alpi”, organizzato dal Comune, in collaborazione con la Pro loco, le associazioni di volontariato del paese e dal periodico di cultura alpina “Il Rosa” e la Soms Valle Vigezzo, nell’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori (indetto per il 2026 dall’Onu). Tanta passione alla base di tutto ma anche competenze sempre più specialistiche. 

Quelle rese possibili grazie a scuole agrarie, tra le quali l’istituto Fobelli di Crodo, come ha spiegato la dirigente scolastica dell’Istituto onnicomprensivo “Innocenzo IX” di Baceno, Ornella Barre, nel suo intervento “Attualità e prospettive future dell’istruzione agraria”.  In apertura di lavori, introdotti dalla presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso Valle Vigezzo, Patrizia Testore e dopo i saluti del sindaco di Toceno, Tiziano Ferraris, è stato Paolo Crosa Lenz, studioso di storia delle Alpi, ha appassionare i presenti in sala con il suo intervento su “Pascoli e pastori nella storia della val d’Ossola”. 

Michele Sigaudo, direttore didattico dell’Institut Agricole Régional Valle d’Aosta ha incentrato il suo ragionamento su “Il  ruolo della Scuola Agraria sulle Alpi”, evidenziando tra le altre cose l’importanza di fare sinergia con il territorio, anche oltre confine, nella promozione delle attività: “Abbiamo stretto collaborazioni, ad esempio, anche con le guide alpine”. Poi il tema della meccanizzazione, che agevola il lavoro dell’allevatore ma che mai potrà sostituirlo, nell’allevamento in montagna. Le aspettative che il lavoro può dare e i motivi di questa scelta sono stati messi in luce da due allieve dell’Institut Agricole Régional Valle d’Aosta. Matteo Bergamaschi, ex allievo del Fobelli e giovane titolare di un’attività agricola di piccoli frutti, ha raccontato la sua storia. Quella di un ragazzo che ha frequentato proprio il Fobelli di Crodo e poi, dopo una parentesi in Svizzera, ha deciso di aprire a Malesco la sua azienda di piccoli frutti e altri prodotti biologici.

 “Quest’anno la stagione è avanti di almeno un paio di settimane, a causa del clima caldo. La mia è una piccola attività, produco anche miele, ma oggigiorno bisogna  diversificare: faccio anche il giardiniere e in inverno mi occupo anche un po’, in inverno, di servizi di pulizia della neve”. La passione per l’allevamento ma anche le difficoltà del settore, sono state sottolineate da Ettore Besana, presidente del Consorzio Allevatori Agricoltori Valle Vigezzo. Le conclusioni dell’interessante pomeriggio, sono state affidate a Maurizio Marzagalli, presidente dell’Associazione culturale Il Rosa. Infine, un aperitivo, in piazza, offerto dalla Pro Loco.

Marco De Ambrosis