Attualità - 12 luglio 2026, 11:00

Gli stambecchi acrobati della Valle Antrona conquistano nuovamente il web

Lo scatto dell'alpinista Luca Calzone diventa virale: rilanciato da Radio Deejay e dai principali quotidiani, riporta sotto i riflettori uno degli spettacoli naturali più sorprendenti delle Alpi

C'è una fotografia che da qualche giorno sta facendo il giro dei social network, lasciando migliaia di utenti a bocca aperta. È quella scattata il 28 giugno dall'appassionato alpinista Luca Calzone, che durante un'escursione in Alta Valle Antrona si è trovato davanti a una scena tanto spettacolare quanto reale: uno stambecco che percorre senza esitazione la parete quasi verticale della diga del Cingino, a oltre 2.200 metri di quota.

L'immagine è diventata rapidamente virale, rilanciata da Radio Deejay e da numerosi quotidiani e siti d'informazione nazionali, facendo conoscere ancora una volta al grande pubblico gli straordinari "stambecchi acrobati" della Valle Antrona, una meraviglia naturale che già anni fa aveva attirato l'attenzione della stampa internazionale.

Lo stesso autore dello scatto racconta lo stupore vissuto in quei momenti: "Straordinarie immagini di uno straordinario arrampicatore ed equilibrista che rischia la morte a ogni istante, a cinquanta metri da terra, per leccare sali minerali, il salnitro dalle rocce e dall'intonaco. Ma il suo istinto, la sua tranquillità e le sue capacità vincono sulla forza di gravità. Uno stambecco sulla quasi verticale diga del Cingino, a 2.280 metri, in Alta Valle Antrona. Sono rimasto estasiato, non credevo ai miei occhi, ma è tutto vero e reale, niente intelligenza artificiale: tutto girato a mano libera con il mio iPhone 16 Pro. Occorre molta fortuna per realizzare immagini simili, essere al posto giusto al momento giusto e saper cogliere il famoso carpe diem".

Una testimonianza che accompagna uno scatto capace di raccontare, meglio di qualsiasi descrizione, l'incredibile abilità di questi animali. Le femmine di stambecco, infatti, sono solite arrampicarsi lungo il muro quasi verticale della diga del Lago del Cingino per raggiungere il salnitro e gli altri sali minerali presenti nella muratura, indispensabili per integrare la loro alimentazione. Un comportamento raro e spettacolare, reso possibile dalla particolare conformazione degli zoccoli: larghi, elastici e dotati di un morbido cuscinetto che garantisce un'aderenza sorprendente anche sulle superfici più lisce.

Per chi desidera assistere dal vivo a questo spettacolo, il periodo migliore va generalmente da metà giugno fino a ottobre. La meta è la diga del Lago del Cingino, all'interno del Parco Naturale dell'Alta Valle Antrona.

L'escursione parte dalla diga di Campliccioli, raggiungibile in auto, a quota 1.352 metri. Da qui il sentiero segue per un tratto l'antica Via Antronesca, storica via di collegamento tra l'Ossola e la Valle di Saas. Dopo aver costeggiato il lago e attraversato il torrente Troncone, il percorso risale tra boschi di larici secolari e antichi alpeggi, passando dall'Alpe Casalavera, dall'Alpe Lombraoro e dall'Alpe Saler fino al belvedere del Cingino e infine alla diga.

L'itinerario presenta un dislivello di circa 900 metri, richiede circa tre ore e mezza di salita ed è classificato di difficoltà escursionistica (E). La fatica viene ampiamente ripagata dalla possibilità di osservare da vicino uno dei fenomeni più sorprendenti della fauna alpina.

In prossimità del lago è inoltre presente il bivacco del CAI Villadossola, punto di appoggio per gli escursionisti che frequentano questa zona dell'Alta Valle Antrona.

Grazie allo scatto di Luca Calzone, uno spettacolo che in Ossola è conosciuto da anni sta tornando a stupire, dimostrando che la natura è capace di superare qualsiasi immaginazione.

Miria Sanzone