Cronaca - 13 luglio 2026, 14:45

L'incendio non è finito: si riaprono due fronti sulle montagne di Premosello Chiovenda

Le fiamme tornano ad avanzare sotto la Cola e lungo la strada per Lut. Il Comune rinnova l'invito alla prudenza per le famiglie con bambini piccoli e le persone più fragili nella frazione di Colloro

L'emergenza incendi a Premosello-Chiovenda è tutt'altro che conclusa. Nonostante il grande lavoro svolto in questi giorni dalle squadre antincendio, il rogo continua a interessare diverse aree del territorio e, nelle ultime ore, si sono riattivati due nuovi fronti.

Le fiamme sono tornate a propagarsi sia nella zona sotto la Cola, sulle alture che sovrastano la frazione di Colloro, sia lungo il versante sotto la strada che conduce a Lut.

A destare preoccupazione è anche il fatto che alcuni punti dell'incendio non si siano mai completamente spenti. In particolare, continua a rimanere attiva la zona industriale compresa tra Premosello e Cuzzago, nell'area tra Cipir e Liquigas, dove il fuoco ha continuato a covare sotto la vegetazione, rendendo necessario il costante monitoraggio da parte delle squadre impegnate nelle operazioni di spegnimento e bonifica.

Proprio alla luce del perdurare dell'emergenza, il Comune di Premosello-Chiovenda ha diffuso una nuova comunicazione rivolta in particolare ai residenti di Colloro.

L'Amministrazione invita, a titolo puramente precauzionale, le famiglie con neonati e bambini piccoli, gli anziani e le persone affette da patologie respiratorie o cardiache a valutare la possibilità di trascorrere temporaneamente le prossime ore o i prossimi giorni fuori dalla frazione.

La raccomandazione nasce dalla particolare conformazione geografica di Colloro, situata in una conca montana dove l'aria tende a ristagnare. Anche quando il fumo non è più visibile a occhio nudo, infatti, nell'atmosfera possono permanere per molte ore le particelle più fini e altri prodotti della combustione, che possono accumularsi più facilmente rispetto ad altre aree.

Tra le sostanze più preoccupanti figurano le polveri sottili PM2.5, le particelle ultrafini PM1 e altri gas prodotti dalla combustione, come monossido di carbonio, ossidi di azoto e composti organici volatili. Le particelle più piccole sono in grado di raggiungere le zone più profonde dei polmoni.

I bambini risultano particolarmente vulnerabili perché hanno l'apparato respiratorio ancora in fase di sviluppo, vie aeree più strette e respirano più rapidamente rispetto agli adulti, assumendo una quantità maggiore di aria – e quindi di eventuali inquinanti – in rapporto al proprio peso corporeo. L'esposizione può provocare irritazioni, tosse, peggiorare eventuali forme asmatiche e aumentare il rischio di infezioni respiratorie.

Il Comune sottolinea che si tratta esclusivamente di una misura di prudenza, adottata per limitare un'esposizione non necessaria fino al completo ripristino di condizioni ambientali ottimali.

Tra i comportamenti consigliati figurano il trascorrere il tempo in ambienti ben ventilati e lontani dalle aree interessate dall'incendio, mantenere chiuse le finestre quando la qualità dell'aria peggiora, far bere frequentemente i bambini e mantenere adeguatamente umidificati gli ambienti domestici. In presenza di tosse persistente, irritazioni o difficoltà respiratorie è consigliato contattare il proprio pediatra o il medico curante.

Nel frattempo prosegue senza sosta il lavoro delle squadre Aib, dei Vigili del Fuoco e di tutti gli enti impegnati nel contenimento dell'incendio, mentre la situazione resta in continua evoluzione.

Redazione