Da lunedì 27 luglio a domenica 2 agosto torna la Ghesc Open Week, una settimana immersiva con giovani artisti selezionati: collettivi e singoli abiteranno il villaggio-laboratorio di Fondazione Canova nella frazione Ghesc di Montecrestese.
Tra gli appuntamenti e i laboratori, sono in programma diversi eventi aperti al pubblico. Martedì 28 luglio alle 21.30 nell’anfiteatro di Ghesc la presentazione del cortometraggio girato da cinque sound designer (Tim Kornelius, Ivan Liuzzo, Luca Longa, Rene Thoma, Simone Spampanato, Uliana kozachynska): “The Sound of the Repubblica dell’Ossola”, tratto da una serie di incontri con abitanti della Repubblica dell’Ossola. A seguire un dialogo col pubblico per indagare il rapporto con i suoni della montagna. Al tramonto, concerto flauto e fisarmonica.
Venerdì 31 luglio, invece, a partire dalle 16.00 un reading-dialogo con una tra le principali poetesse contemporanee italiane, Chandra Candiani. Dalle 19.00 performance “Emersioni nel Verde” a cura del collettivo Equilibrio Instabile. A seguire cena. La sera, dalle 21, “Raduna”, rassegna di musica elettronica a cura di Io Multimedia. Infine, sabato 1° agosto alle 9.30 escursione guidata in partenza da Solaro, frazione di Crevoladossola, alla scoperta dell’architettura dei borghi in pietra. Dalle 19.00 concerto di arpa e voce con To Grow e alle 21.00 la performance partecipativa “Vien vicina”, un rito pensato per richiamare le lucciole.
Durante la settimana gli artisti vivranno il villaggio-laboratori di Ghesc e la ricerca sul campo si tradurrà in pratiche artistiche e attività aperte al pubblico. La montagna diventerà spazio di relazione in cui arte e vita si intrecciano.
Così il presidente di Fondazione Canova, Maurizio Cesprini: “Questo progetto nasce dall’impegno di Fondazione Canova nella valorizzazione del patrimonio costruito, ospitando ogni anno studenti, ricercatori e giovani professionisti che si confrontano con le tecniche costruttive tradizionali e con le sfide dell’abitare contemporaneo. È anche un’occasione per coinvolgere i giovani del nostro territorio, creando opportunità di incontro, formazione e partecipazione attorno all’architettura in pietra. Crediamo che il futuro di questi luoghi passi proprio attraverso le nuove generazioni: solo avvicinandole alla cultura del costruire e al valore del paesaggio sarà possibile trasformare un patrimonio storico in una risorsa viva, capace di generare nuove competenze, nuove idee e nuove opportunità per le vallate alpine”.