La Lombardia ha ricevuto 205 milioni di euro dal gruppo Enel. Soldi che Enel doveva dal 2021 per lo sfruttamento dell’acqua per la produzione di energia attraverso le centrali idroelettriche. Di questi 120 milioni andranno alla provincia di Sondrio, provincia montana come il Verbano Cusio Ossola.
La sentenza nasce da un contenzioso durato anni: la Cassazione ha imposto a Enel di pagare tutte le somme arretrate. Una sentenza che conferma l’operato della Regione Lombardia in materia di grandi derivazioni idroelettriche.
Dice l’assessore a Montagna e Risorse energetiche della provincia di Sondrio. Massimo Sertori: ‘’ Fondi che andranno a sostenere direttamente lo sviluppo dei territori montani. Le risorse comprendono sia i canoni delle grandi derivazioni idroelettriche, nella loro componente fissa e variabile, sia gli importi legati alla monetizzazione dell’energia gratuita“. “
Infatti la Regione Lombardia era stata tra la protagonista nella realizzazione della legge nazionale sulla ‘regionalizzazione‘ delle grandi derivazioni idroelettriche.
Un tema da tempo seguito anche dal parlamentare ossolano, Enrico Borghi. Che oggi spiega: ‘’In base alla sentenza, le Regioni possono, con propria legge, determinare il canone di concessione secondo il criterio binomio e imporre ai concessionari l’obbligo di cessione gratuita di una quota dell’energia prodotta, anche per i rapporti concessori ancora in corso, in attuazione del principio di onerosità e proporzionalità del corrispettivo dovuto per l’uso di un bene demaniale. Cioè far pagare di più la concessione di derivazione. Il metodo concessorio (gara diretta o mediata) non è oggetto della sentenza’’
Per il Piemonte quali ricadute?
‘’Ci sono due punti per il Piemonte – dice Borghi – Il primo è che la Regione è in disavanzo e quindi questi soldi in più non torneranno sui territori; il secondo è che non è ancora chiaro il metodo che si vuole seguire per il rinnovo. Aggiungo che non vedo vertenzialità degli enti locali , che mi sembrano molto acquiescenti o rassegnati… Eppure è lì che si sta il “federalismo” delle aree montane… Spero ci si attivi’’.