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Sanità | 05 agosto 2026, 12:15

Liste d'attesa e carenza di medici: Pizzi chiede chiarimenti sul reparto di gastroenterologia del San Biagio

Il sindaco di Domodossola scrive all'Asl Vco per avere riscontri in seguito a diverse segnalazioni: "Se fossero confermate, risulterebbero ancora una volta sconfessati gli impegni formalmente e pubblicamente assunti dalla regione"

Liste d'attesa e carenza di medici: Pizzi chiede chiarimenti sul reparto di gastroenterologia del San Biagio

Nuovo intervento del sindaco di Domodossola Lucio Pizzi sul tema della sanità. Il primo cittadino ha infatti inviato una lettera al direttore generale dell’Asl Vco Francesco Cattel per chiedere chiarimenti in merito all'attività della struttura di gastroenterologia dell’ospedale San Biagio. Di seguito il testo.

“Gentile direttore generale,

sono pervenute segnalazioni che destano forte preoccupazione in merito all'attuale operatività della struttura di gastroenterologia dell'ospedale San Biagio di Domodossola. Nell'esercizio del mio ruolo istituzionale e nell'interesse della comunità ossolana, ritengo doveroso acquisire informazioni ufficiali sullo stato del servizio.

In primo luogo le chiedo cortesemente se corrisponda al vero che la struttura di gastroenterologia sia attualmente operativa con il direttore e un solo medico, ovvero quale sia l'effettiva consistenza dell'organico medico assegnato al servizio.

Inoltre viene segnalato che, a decorrere dal mese di luglio, l'attività di endoscopia gastroenterologica programmata presso l'ospedale San Biagio di Domodossola risulterebbe sostanzialmente sospesa, proprio in quanto l'attuale dotazione di personale non consentirebbe di garantire il servizio contemporaneamente sui due presidi ospedalieri dell’Asl Vco.

Sembrerebbe quindi che, pur essendo formalmente ancora possibili le prenotazioni, ai cittadini vengano prospettati tempi di attesa estremamente lunghi, nell'ordine di circa un anno per una colonscopia e di diversi mesi per una gastroscopia, rischiando di compromettere l'efficacia dei percorsi diagnostici: qualora tale circostanza corrispondesse al vero, si tratterebbe di un fatto di particolare rilevanza, poiché l'endoscopia digestiva costituisce un'attività essenziale per la prevenzione e la diagnosi delle patologie gastrointestinali.

Le chiedo pertanto di precisare se l'attività endoscopica programmata venga oggi regolarmente svolta presso il presidio ospedaliero di Domodossola, ovvero se le prestazioni siano state trasferite presso altro presidio e, in tal caso, se tale scelta abbia carattere temporaneo oppure costituisca una diversa modalità organizzativa destinata a protrarsi nel tempo.

Al fine di consentire una valutazione oggettiva della situazione, le sarei grato se volesse comunicare:

• il numero di sedute endoscopiche programmate ed effettuate presso l'ospedale San Biagio di Domodossola negli ultimi tre anni;
• il numero di colonscopie e gastroscopie eseguite annualmente presso l'ospedale San Biagio di Domodossola nello stesso periodo;
• i tempi medi e massimi di attesa attualmente registrati per tali prestazioni;
• le eventuali criticità organizzative e la situazione attuale;
• le iniziative che l’Asl Vco intende adottare, se confermate le segnalazioni, per ripristinare un'offerta diagnostica adeguata alle esigenze del territorio.

Qualora le segnalazioni trovassero conferma nei dati ufficiali dell'azienda, risulterebbero ancora una volta sconfessati gli impegni formalmente e pubblicamente assunti dalla regione circa la volontà di mantenere e rafforzare i servizi sanitari dell'ospedale San Biagio di Domodossola.

Infatti non potrebbe non rilevarsi come, nel nostro territorio, ogni difficoltà organizzativa finisca sistematicamente per tradursi nella riduzione o nella chiusura di servizi del presidio ospedaliero di Domodossola.

È proprio attraverso una successione di interventi qualificati come temporanei o come "rimodulazioni organizzative" che si determina progressivamente un depotenziamento del presidio ospedaliero propedeutico a giustificarne la chiusura (senza che venga mai formalmente dichiarata una riduzione dei servizi) e che viene meno il diritto dei cittadini ad accedere a prestazioni fondamentali in tempi congrui.

In attesa di urgente riscontro, porgo distinti saluti.

Il sindaco

Lucio Pizzi”.

l.b.

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