Dall'inizio dell'anno sono stati 17 gli interventi dei carabinieri negli ospedali di Domodossola e Verbania per situazioni legate soprattutto a persone in stato di agitazione o con comportamenti minacciosi. Un dato che riporta l'attenzione anche sulla sicurezza all'interno del San Biagio, pur senza una suddivisione fornita dai militari tra i due presidi.
Nella maggior parte dei casi, spiegano infatti i carabinieri, le situazioni non sono sfociate in aggressioni fisiche. L'arrivo delle pattuglie ha permesso di riportare la situazione alla normalità. Il Comando provinciale non specifica quanti dei 17 interventi siano avvenuti a Domodossola e quanti a Verbania.
Il bilancio è stato diffuso in occasione della comunicazione relativa a tre episodi più gravi avvenuti nelle ultime settimane all'ospedale Castelli di Verbania, tutti conclusi con una denuncia. I casi, dunque, non riguardano il San Biagio: il primo risale alla fine di giugno, mentre gli altri due si sono verificati il 5 e il 6 agosto.
Il tema delle aggressioni al personale sanitario interessa più in generale tutto il Piemonte. Nel 2025 sono state registrate 1.621 segnalazioni, per un totale di 2.207 operatori coinvolti. Gli infermieri rappresentano la categoria maggiormente colpita, con il 61% dei casi, seguiti da medici e operatori socio-sanitari.
Tra gli ambienti considerati maggiormente a rischio ci sono i pronto soccorso, le aree di degenza e i reparti di psichiatria. Le violenze segnalate sono state prevalentemente verbali, nell'87% dei casi, mentre nel 26% sono stati registrati episodi di violenza fisica, commessi principalmente da pazienti e loro familiari o caregiver.
Anche nel Vco la sicurezza dei presidi sanitari è stata affrontata a livello istituzionale. Nel maggio dello scorso anno Prefettura, Questura, Comando provinciale dei Carabinieri e Asl Vco hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per rafforzare la collaborazione nella tutela degli operatori sanitari e definire le modalità di attivazione delle forze dell'ordine.