Riportare al centro dell'attenzione la solitudine degli anziani e costruire nel Verbano Cusio Ossola una rete capace di sostenere le persone che vivono sole e le loro famiglie. È il tema della lettera aperta alla comunità diffusa dalla Democrazia Cristiana VCO, che invita istituzioni, associazioni e cittadini a confrontarsi su un fenomeno particolarmente sentito in un territorio caratterizzato da numerosi piccoli comuni, frazioni e località montane.
"Ci sono case nel nostro VCO dove, quando arriva la sera, non si sente più nulla. Nessuna voce. Nessuna porta che si apre. Nessuno che domanda: 'Come stai?'. C'è soltanto il silenzio", si legge nel documento.
Secondo la Democrazia Cristiana VCO, la solitudine della popolazione anziana non può essere considerata esclusivamente un problema sociale, ma deve diventare una questione che coinvolge l'intera comunità.
Nel territorio provinciale, sottolinea il movimento, il problema assume caratteristiche particolari. Nei piccoli centri e nelle valli ci sono infatti anziani che vivono lontano da servizi, ambulatori, negozi e collegamenti con i centri maggiori. Persone che possono avere una pensione, una casa e mantenere la propria autonomia, ma che rischiano comunque di trascorrere gran parte delle giornate senza occasioni di incontro e socializzazione.
Da qui la domanda posta nella lettera: "Che cosa stiamo facendo per quegli anziani che non chiedono nulla perché non vogliono essere un peso per nessuno?".
Per la Democrazia Cristiana VCO occorre intervenire non soltanto sul fronte dell'assistenza, ma anche su quello delle relazioni sociali. L'idea è recuperare, in forme adatte alla realtà di oggi, l'esperienza dei circoli ricreativi e dei luoghi di ritrovo che in passato rappresentavano un punto di riferimento nei paesi e nei quartieri.
"Un anziano non ha bisogno soltanto di assistenza. Ha bisogno di sentirsi ancora parte della comunità, di uscire di casa, incontrare qualcuno, scambiare una parola, giocare a carte, leggere il giornale, raccontare un ricordo, ascoltare e sentirsi ascoltato", sostiene il movimento.
L'appello è rivolto anche alle amministrazioni locali, alle quali viene chiesto di favorire e incentivare la creazione di luoghi di aggregazione, possibilmente nei diversi quartieri, dove gli anziani possano incontrarsi, partecipare ad attività e trascorrere parte della giornata in compagnia.
L'obiettivo, viene sottolineato, deve essere soprattutto la prevenzione: contrastare l'isolamento prima che possa trasformarsi in una situazione di vera e propria emergenza sociale.
Un ruolo centrale viene attribuito anche al volontariato e all'associazionismo. La proposta è quella di rafforzare una "rete di prossimità" composta da servizi domiciliari, trasporto sociale, sostegno alle famiglie, presidi nei piccoli comuni e attività promosse dalle associazioni del territorio.
Non si tratta, precisa la Democrazia Cristiana VCO, di sostituire il ruolo delle famiglie, ma di evitare che queste vengano lasciate sole nella gestione quotidiana delle persone anziane.
"Vorremmo una comunità nella quale un anziano non sia costretto a vivere le proprie giornate nel silenzio della propria casa, ma possa trovare una porta aperta, un luogo dove andare, una persona con cui parlare e qualcuno disposto ad ascoltarlo", prosegue la lettera.
Il documento si conclude con un richiamo al contributo dato dalle generazioni più anziane alla costruzione delle comunità locali e con l'invito a trasformare la loro tutela in una responsabilità collettiva.
"I nostri anziani hanno costruito le nostre comunità. Hanno lavorato, cresciuto famiglie, affrontato sacrifici e attraversato momenti difficili. Oggi tocca a noi dimostrare che non ci siamo dimenticati di loro", conclude la Democrazia Cristiana VCO, auspicando una comunità "più vicina, più umana, più solidale" e capace di non lasciare indietro nessuno.