‘’Dopo i due tavoli convocati in Prefettura, le Ferrovie dovevano fare le analisi dei materiali richieste dalla Sovrintendenza che aveva definito quello dell'88 un ponte storico. Ci sarà quindi un ulteriore tavolo tecnico per capire come intervenire. Ad oggi anche l’amministrazione comunale è in attesa dei risultati dell’approfondimento’’.
Chi parla è Franco Falciola, assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica di Domodossola, che da tempo segue le ''vicissitudini'' del ponte dell’88. Il viadotto è chiuso dal dicembre 2024, dopo che da un sopralluogo erano emersi problemi strutturali. Il ponte che scavalca la linea ferroviaria del Sempione, un trafficato collegamento internazionale verso il Nord Europa.
Dalla chiusura, però, è trascorso un anno e mezzo e i lavori non sono ancora iniziati.
Anzi, la valutazione di ponte storico fatta dalla Sovrintendenza ha allungato i tempi e ha complicato il recupero del ponte che collega la tangenziale di via Piave con via Vittorio Veneto e il centro città.
A marzo il sindaco Lucio Pizzi aveva scritto al Ministero delle Infrastrutture per chiedere di accelerare i tempi e successivamente – era aprile 2026 - si era svolto in prefettura l’incontro con Rfi, proprietaria della struttura, e la Sovrintendenza per favorire il coordinamento delle attività tra i soggetti coinvolti. Con la Soprintendenza che aveva ribadito di aver apposto il vincolo di interesse artistico e storico. Che ha, di fatto, creato implicazioni tecniche nel recupero del ponte.
Approfondimenti che sono ancora in corso. Dopodiché verrà delineato il percorso attuativo dell’intervento di risanamento del ponte o, ipotesi che non è da escludere, della sua demolizione e quindi della sua ricostruzione.
I tempi lunghi hanno fatto saltare la possibilità di intervenire sul ponte durante le già programmate sospensioni del traffico ferroviario, interruzioni avvenute in questi mesi. I lavori imporranno di trovare soluzioni idonee, visto che sotto corre una linea ferroviaria internazionale.