Politica - 02 settembre 2026, 17:31

Premosello, la minoranza attacca: "Il sindaco parli chiaro, il suo silenzio non è più neutralità"

Il gruppo consiliare interviene dopo un nuovo scontro sui social e chiama in causa il primo cittadino: "Chiarisca se questi interventi siano iniziative personali o una linea politica tollerata dall'amministrazione"

La minoranza consiliare di Premosello Chiovenda interviene con decisione dopo quello che definisce "l'ennesimo attacco" proveniente da un sostenitore dell'amministrazione comunale, che avrebbe utilizzato Facebook per diffondere "accuse, insinuazioni e ricostruzioni fantasiose" nei confronti del gruppo.

"Chi interviene sui social con toni aggressivi e contenuti distorti non rappresenta il Comune, non parla a nome delle istituzioni e non può sostituirsi agli organi eletti", sottolineano i consiglieri di minoranza.

Il gruppo distingue tra il legittimo confronto politico e quelli che considera attacchi personali: "Le critiche nel merito sono legittime, anzi sono il sale della democrazia: il confronto sui contenuti ci sta ed è sano. Diverso è il dileggio continuo, portato avanti con il compiacimento della maggioranza. Quello che stiamo subendo non è critica politica, è propaganda".

Secondo la minoranza, "quando un sostenitore si arroga il diritto di impartire lezioni, giudicare l'operato della minoranza o tentare di screditarla, siamo di fronte a un comportamento politicamente scorretto e istituzionalmente irricevibile".

Ancora più grave, prosegue il comunicato, sarebbe il ricorso a espressioni considerate offensive nei confronti della comunità: "Quando qualcuno si permette di deridere le nostre comunità, trattando le persone come culturalmente ed economicamente inferiori pur di zittirle, non sta discutendo: sta schiacciando. Non è dialettica, è umiliazione deliberata. Un metodo tossico, divisivo e profondamente irrispettoso verso le persone, verso di noi e verso la nostra comunità".

La minoranza rivendica quindi il proprio modo di esercitare l'opposizione: "Non ci facciamo dettare l'agenda da chi cerca visibilità sui social. Rispondiamo con atti, documenti, richieste formali e verifiche puntuali. Chi attacca su Facebook senza entrare nel merito dei contenuti dimostra soltanto una cosa: non ha argomenti".

A inasprire ulteriormente lo scontro sarebbe stato, secondo quanto riferito dal gruppo, il comportamento di un esponente della maggioranza: "Oggi, a conferma del clima, un consigliere di maggioranza ha persino messo 'mi piace' al post in cui il nostro gruppo veniva definito con un termine dispregiativo: un gesto che parla da solo".

Da qui la richiesta rivolta direttamente al primo cittadino: "È necessario che il sindaco chiarisca pubblicamente se questi interventi siano iniziative personali o se rappresentino una linea politica tollerata dall'amministrazione".

La minoranza ricorda inoltre come il sindaco abbia dichiarato in passato di non leggere i social, una posizione che il gruppo definisce "quantomeno singolare", e rincara la dose nei confronti dell'autore degli interventi contestati: "Il personaggio in questione è ormai totalmente organico alla maggioranza: non fa critica politica, fa propaganda".

"Quando un sostenitore si comporta come un portavoce – prosegue il comunicato – il silenzio del sindaco diventa un segnale preciso: un avallo implicito. E questo, in un Comune, è semplicemente inaccettabile".

Il gruppo consiliare assicura infine che continuerà a svolgere la propria attività "con rigore, vigilanza e responsabilità, senza farsi trascinare nel terreno della propaganda social".

"Noi restiamo sul piano istituzionale: atti, fatti, trasparenza. Altri, evidentemente, preferiscono le polemiche da tastiera. La comunità sappia che non arretreremo. Difenderemo il nostro ruolo e il diritto dei cittadini a un confronto serio, fondato sui contenuti e non sulle provocazioni di chi parla senza titolo e senza competenza".

La conclusione è ancora una volta rivolta al primo cittadino: "Ci batteremo sempre perché questo non avvenga e soprattutto perché non avvenga sotto il silenzio, o peggio il compiacimento, delle istituzioni locali. Il sindaco ha il dovere di dire, con chiarezza, da che parte sta".

Redazione