Attualità - 10 settembre 2026, 10:05

Lupi nel Vco, gli allevatori contestano le indicazioni della Prefettura

Nel mirino il materiale informativo diffuso ai Comuni e la gestione della presenza dei grandi predatori

Il Comitato Salvaguardia Allevatori Vco, guidato dalla presidente Gesine Otten, torna a parlare di lupi. In particolare, lo fa in seguito alla diffusione, da parte della Prefettura del Vco a tutti i comuni della provincia di un opuscolo dal titolo “Ho visto un lupo - buone norme di comportamento”.

“Vorremmo esprimere il nostro dispiacere e disappunto - le parole di Otten - per la trasmissione da parte della Prefettura a tutti i comuni del Vco del volantino “Ho visto un lupo – buone norme di comportamento”. Il testo, oltre che essere vecchio di quattro anni, presenta delle indicazioni che da un lato comporterebbero una severa restrizione delle libertà dei cittadini, e dall’altra si sono già rivelate perfettamente inutili. Non è comprensibile come la Prefettura abbia deciso di appoggiarsi ad un materiale ormai obsoleto e lontano dalla realtà italiana”.

“Invitiamo piuttosto tutti - proseguono dal comitato - ad analizzare la forte ed ininterrotta espansione dei lupi in tutta Italia l’aumento altrettanto esponenziale di attacchi ad esseri umani, cani, gatti e bestiame domestico. A nessuno dei bambini di Noicattaro, di Roma, di San Salvo, di Casalbordino e di Vasto - solo per citare i casi più eclatanti - sarebbero state utili le buone norme di comportamento pubblicate da LifeWolfalps! Tutti sono stati attaccati e feriti di giorno o di sera all’improvviso da un lupo puro nel contesto cittadino o sulla spiaggia e tutti hanno avuto la fortuna di aver accanto adulti con riflessi pronti e veloci e un ospedale vicino! E a Noicattaro, dall’8 agosto ad oggi è ancora interdetta la fruizione delle aree verdi urbane dalle 21 alle 6 del mattino per ragioni di pubblica sicurezza. I lupi, infatti, non sono ad oggi ancora stati catturati né abbattuti”.

“Non è accettabile - si legge ancora nella nota - continuare ad insistere che la presenza dei lupi nei contesti abitati, a ridosso delle attività umane e addirittura dentro i cortili, i giardini e le stalle sia normale e che il presunto problema siano i comportamenti scorretti dei cittadini. Come potrebbe esserlo se gli stessi cittadini che in nome della sicurezza se posseggono un cane (che appartiene alla stessaspecie, canis lupus familiaris) sono costretti a rispettare norme severissime pena sanzioni se un cane padronale sia pure di taglia piccolissima o anziano si allontana temporaneamente dall’abitazione, viene trovato sprovvisto di guinzaglio o senza chip? Il lupo, infatti, vorremmo ricordarlo, è inserito nell’allegato A del Dm 19/96 insieme alle altre specie di mammiferi e rettili selvatici che costituiscono un pericolo per la salute e l'incolumità pubblica”.

“Il progetto LifeWolfAlps ha addirittura avuto la fantasia di inventare tre categorie di lupi urbani - sottolinea la presidente del comitato allevatori - lupi che svolgono la loro vita nei paesi e a ridosso degli stessi, lupi adattati alle attività del paese ma che ancora hanno le tane fuori e lupi di passaggio. Un fenomeno questo soltanto italiano, causato da una politica sbagliata che da oltre 30 anni ai lupi permette tutto ed al resto degli esseri viventi umani o animali restringe sempre più la libertà. A seguito dell‘incontro svoltosi in Prefettura al 19 novembre 2025 fra la dottoressa Matilde Pirrera e varie forze dell’ordine, diversi comandanti, rappresentanti del Parco e sindaci relativa alla cosiddetta convivenza forzata con grandi predatori e cinghiali sul territorio del Vco, è stata richiesta dal Prefetto l’apertura di un canale informativo con le associazioni di categoria e annunciato un incontro imminente con i rappresentanti degli allevatori. È stata questa oltretutto una richiesta formulata da alcuni sindaci, tra le altre cose, per portare testimonianze dei diretti interessati e valutare una strategia comune. Ci chiediamo: quante volte chi lavora in prefettura ha dovuto direttamente affrontare uno o più lupi, magari da soli in una zona impervia? Caldeggiamo pertanto un incontro quanto prima, per poter riportare un quadro senz’altro più aggiornato e le nostre testimonianze dirette e personali, che senz’altro meritano quanto meno di essere ascoltate prima di affidarsi a progetti calati dall’alto, realizzati dietro la scrivania da scienziati e tecnici che poi nulla hanno a che vedere con le ripercussioni del loro operato, né praticamente né giuridicamente”.

l.b.