È uno dei momenti più attesi dagli amanti della gastronomia di nicchia e dei grandi formaggi d’alpeggio: trascorsi i 60 giorni minimi di stagionatura previsti dal disciplinare, la produzione 2026 del Bettelmatt è ufficialmente pronta per il consumo. Su ogni forma è stato apposto a caldo il noto marchio con il nome del formaggio e la data di produzione, garanzia di autenticità e tracciabilità. Ogni anno la voce del Bettelmatt svela i volti, il lavoro e le storie dei suoi custodi. Per la stagione 2026, il racconto arriva dall’Alpe Vannino, nel territorio di Formazza, uno dei luoghi simbolo della storia di questo formaggio eroico. Qui la famiglia Pennati porta avanti un lungo legame con l’allevamento e l'arte casara.
“Abbiamo circa 120 capi e ne portiamo una cinquantina in alpe per fare il Bettelmatt - racconta Roberto Pennati, appena sceso dalla stagione al Vannino. - Salgo in alpeggio dal 1967: la prima volta avevo 7 anni e salivo con mio padre Remo. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di produrre un formaggio di qualità, che venga riconosciuto proprio per la sua unicità e il suo gusto inconfondibile. Quando tagliamo una forma di Bettelmatt ritroviamo l’erba, la fatica e la bellezza di una stagione intera. Quella di quest’anno è stata una stagione complessa e ricca di sfide. La forte siccità estiva ha ridotto la disponibilità di foraggio fresco nei pascoli più alti, ma il Vannino, per posizione e conformità del territorio e della presenza di diversi fiumi e sorgenti, ci ha permesso di ottenere comunque un prodotto eccezionale per profumi e struttura.”
A raccogliere il testimone è il figlio Daniele Pennati, che aggiunge: “Fare il formaggio a più di duemila metri è una scelta di vita prima ancora che un lavoro. Ci nasci: è una passione che hai nel sangue, difficile da approcciare da fuori. È un ritmo di vita particolare: lento come i tempi della natura, ma intenso per la quantità di cose da seguire. In alpe ci sono anche le mie figlie, Verena di 11 anni e Camilla di 8 e mia moglie Chiara. Anche le mie cugine Sofia (22 anni) e Serena (19 anni) Pennati, portano avanti con dedizione la tradizione famigliare. E la sera, quando vai a dormire, ci vai sempre con la soddisfazione nel cuore.”
Per chi desidera vivere da vicino la magia della tradizione e osservare l'iconico momento della marchiatura a caldo, sono previsti due appuntamenti pubblici sul territorio: il 20 settembre a Crampiolo (Alpe Devero) in occasione della tradizionale “Festa dul Scarghè”, e il 3 e 4 ottobre a Crodo durante la manifestazione “Biancolatte”.