‘’Nulla è ancora decretato per la definitiva trasformazione in Commissariato della palazzina di via Romita a Domodossola , ma la procedura ministeriale è in ottimo stato di avanzamento e si spera possa definirsi agli inizi del 2027’’.
Gilberto Capparella, commissario capo della Polizia di frontiera a Domodossola non smorza gli entusiasmi, ma fa un quadro più preciso dell’iter che dovrebbe portare il capoluogo ossolano a ‘’ritrovare’’ quel commissariato di polizia che perse nel lontano 1966 per essere trasformato in ufficio di polizia di frontiera. Un ‘declassamento’’ ufficiale, ma avvenuto in realtà solo sulla carta perché il personale che ha operato ed opera in Ossola ha fatto per decenni anche le mansioni di commissariato, cioè di quell’ufficio di controllo del territorio che gli è stato riconosciuto solo per i risultati raggiunti ma non ufficialmente.
Perché oltre a svolgere il ruolo di ufficio di frontiera, Domodossola ha sempre operato di fatto come un commissariato di pubblica sicurezza. Esempi di grande respiro furono i tre blitz anti criminalità degli Anni Novanta, la molte operazioni antidroga, operazioni contro la criminalità locale e ultimamente contro la movida molesta, garantendo anche attività amministrative e giudiziarie.
Il recupero del titolo di Commissariato ha diversi ‘padri’.
‘’Tutto è partito quand’era questore a Verbania Luigi Nappi, ma ha avuto un input decisivo con l’attuale questore Giancarlo Conte’’ rimarca Capparella. Che quando si insediò a Domodossola, l’estate scorsa, face subito accenno a questa idea che gli balenava in mente: ‘’La polizia ha questa grande struttura in via Romita, perché non utilizzarla facendo questo passo importante?’’
Un aiuto lo ha avuto quando, facendo la proposta a Lucio Pizzi, trovò la massima disponibilità del sindaco domese. Il coinvolgimento di altri sindaci fu presto cosa fatta: Domodossola, Villadossola, Crevola, Beura Cardezza, Masera, Bognanco e Trontano non si sono tirate indietro, stanziando 30 mila euro per completare il recupero dell’immobile che oggi ospita solo la mensa della polizia oltre al parcheggio dei mezzi.
‘’La separazione avverrà con lasciare in via Bonomelli gli uffici della frontiera – dice – e insediare gli uffici del commissariato in via Romita’’. Una trasformazione che porterà l’Ossola ad avere un commissariato di cui la polizia di frontiera farà parte integrante, come già avviene per alcune zona d’Italia. Anche se già nel 1966 e poi nel 2010 la polizia di frontiera godette del via libera a svolgere attività di commissariato. Polizia di frontiera che oggi opera anche grazie ad accordi bilaterali con la Svizzera nel controllo dei confini, perché sono ben sei i valichi di controllare: oltre a Iselle, Piaggio Valmara, Ponte Ribellasca vanno aggiunti quelli del Monscera in Bognanco, di San Giacomo in Formazza e del Monte Moro in Anzasca.
Il recupero della struttura di via Romita è già iniziato per ora a ‘costo zero’. Risanati i locali che sono stati ripuliti imbiancati, recuperati dei mobili, risanate alcune parti che l’inutilizzo aveva degradato. Ora la somma messa a disposizione dai comuni ossolana darà il tocco finale al recupero dello stabile che, ricordiamo, ospita anche alloggi del personale.
Una commissione venuta da Torino ha già fatto un sopralluogo dando l’ok all’uso dello stabile che ha anche il vantaggio di essere posizionato in un’area migliore e con maggiori disponibilità per i parcheggi di quella di via Bonomelli. ‘’E di questo trarrà maggior giovamento anche l’utente che si rivolgerà agli uffici per pratiche, denunce e altri servizi’’ spiega Capparella.
Certamente la rinascita del commissariato di polizia in città, garantirà maggiori spazi e una migliore organizzazione anche per la sede staccata della frontiera che continuerà ad operare negli uffici di via Bonomelli, nello stabile che è di proprietà di Rete Ferroviaria Italiana.