Crampiolo invasa, domenica scorsa, per lo Scarghé. Il tradizionale appuntamento di settembre a Devero si è confermato un momento di ritrovo per gli appassionati dell’alpe e delle tradizioni. Un’invasione favorita dalla bella giornata, ma soprattutto dall’accoglienza degli organizzatori che hanno fatto trovare a loro agio le persone intervenute ad una festa che ha lo scopo di valorizzare il lavoro di agricoltori, allevatori e produttori, mettendo in luce chi lavora sulle nostre montagne tra fatica, impegno e dedizione.
E tra questi non poteva mancare a Scarghé un antigoriano doc, come Secondino Matli, 86 anni portati alla grande, alpigiano da una vita, ancora tra i più attivi in questa faticosa attività. Lui che sale ancora oggi all’alpe Forno a fare il Bettelmatt e i formaggi che sono stati i protagonisti dello Scarghé.
Nella chiacchierata fatta con Secondino – che è stato per dieci anni anche sindaco di Premia – emerge l'amore per la sua famiglia, la passione per la montagna, gli alpeggi e per la produzione del formaggio. Un amore, quello per l’agricoltura di montagna e l’allevamento, che lo hanno accompagnato tutta la vita. ‘’Le mucche sono come le persone, basta guardarle negli occhi per capirle e dialogare’’ ci ha detto, prima di allietarci con una suonata della sua immancabile armonica a bocca davanti alla cantinetta piena di Bettelmatt.
Lo Scharghè è anche questo: storia di gente di montagna.
Una giornata, dicevamo, con la messa di don Davide Gheza nella chiesetta di Crampiolo e poi la marchiatura delle forme di Bettelmat, prima di un pranzo a base di polenta ma anche di raclette. Con l'accompagnamento delle immancabili fisarmoniche.
























