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Antigorio | 22 settembre 2026, 11:01

Scarghè di Crampiolo, lo spaccato di una montagna che è soprattutto valorizzazione dei prodotti ossolani FOTO

Tante gente domenica scorsa a Devero. Con l'immancabile Secondino Matli, che a 86 anni sale ancora all'alpe Forno ad accudire le bestie e produrre formaggio

Secondi Matli

Secondi Matli

Crampiolo invasa, domenica scorsa, per lo Scarghé.  Il  tradizionale appuntamento di settembre a Devero si è confermato un momento di ritrovo per gli appassionati dell’alpe e delle tradizioni. Un’invasione favorita dalla bella giornata, ma soprattutto dall’accoglienza degli organizzatori che hanno fatto trovare a loro agio le persone intervenute ad una festa  che ha lo scopo di valorizzare il lavoro di agricoltori, allevatori e produttori, mettendo in luce chi lavora sulle nostre montagne tra fatica, impegno e dedizione.

E tra questi non poteva mancare a Scarghé un antigoriano doc, come Secondino Matli, 86 anni portati alla grande, alpigiano da una vita, ancora tra i più attivi in questa faticosa attività. Lui che sale ancora oggi all’alpe Forno a fare il Bettelmatt  e i formaggi che sono stati i protagonisti dello Scarghé.

Nella chiacchierata fatta con Secondino – che è stato per dieci anni anche sindaco di Premia – emerge l'amore per la sua famiglia, la passione per la montagna, gli alpeggi e per la produzione del formaggio. Un amore, quello per l’agricoltura di montagna e l’allevamento, che lo hanno accompagnato tutta la vita.  ‘’Le mucche sono come le persone, basta guardarle negli occhi per capirle e dialogare’’ ci ha detto, prima di allietarci con una suonata della sua immancabile armonica a bocca davanti alla cantinetta piena di Bettelmatt.

Lo Scharghè è anche questo: storia di gente di montagna.

Una giornata, dicevamo, con la messa di don Davide Gheza nella chiesetta di Crampiolo e poi la marchiatura delle forme di Bettelmat, prima di un pranzo a base di polenta ma anche di raclette. Con l'accompagnamento delle immancabili fisarmoniche.

Renato Balducci

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