Politica - 25 settembre 2026, 17:45

Frontalieri, il M5S VCO torna all’attacco: "Servono risposte, non altri rinvii"

Il Movimento interviene dopo il tavolo interministeriale del 17 settembre e chiede un cronoprogramma sui provvedimenti ancora aperti, dalla tassa sulla salute alla NASpI

Dopo il nostro comunicato dello scorso 10 agosto, che raccoglieva l'appello lanciato dai sindacati alla Festa della Lucciola di Villadossola, torniamo sul tema dei lavoratori frontalieri per aggiornare la situazione alla luce di due fatti recenti: la seconda seduta del tavolo interministeriale sul lavoro frontaliero, tenutasi il 17 settembre a Roma, e le dichiarazioni rilasciate nella stessa giornata dal sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte, Alberto Preioni. Il quadro che ne emerge conferma, purtroppo, le nostre preoccupazioni. 
Si è svolta il 17 settembre la seconda seduta del tavolo interministeriale su MISE, Ministero del Lavoro e MAECI, insediato nel febbraio 2025 e chiamato a definire uno statuto dei lavoratori frontalieri. A un anno e mezzo dal suo avvio, e a distanza di mesi dal primo incontro, l'esito della riunione si è limitato alla conferma delle modalità di funzionamento previste dal regolamento. Le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, con la nota unitaria firmata da Giuseppe Augurusa, Marco Contessa e Pancrazio Raimondo, hanno dovuto ribadire ancora una volta l'urgenza di passare finalmente alla discussione di merito, indicando i temi che attendono risposta da mesi, se non da anni:

la circolare attuativa sul trattamento NASpI nei primi mesi di erogazione;
la salvaguardia del principio di non doppia imposizione rispetto al “contributo sanitario” introdotto dal 1° gennaio 2024, ancora privo del decreto attuativo;
la piena attuazione dell'opzione fiscale per i frontalieri transcantonali (il cosiddetto decreto omnibus), concordata con il Mef ma non condivisa dai Cantoni di confine;
l'avvio di uno studio sull'allargamento delle retribuzioni convenzionali al frontalierato settimanale;
la piena applicazione dell'Assegno Unico e Universale per i frontalieri in entrata e in uscita.

Le parti si sono impegnate a scambiarsi osservazioni scritte in vista del prossimo incontro, fissato per il 9 novembre 2026 al Ministero del Lavoro. Un ulteriore rinvio del confronto nel merito, mentre i lavoratori continuano ad attendere risposte su questioni che incidono direttamente sul loro reddito e sui loro diritti. 
Nella stessa giornata del 17 settembre, il sottosegretario Alberto Preioni, presente al tavolo in rappresentanza della Regione Piemonte, ha parlato di un incontro importante e ha ribadito la necessità di regole chiare, certe e omogenee per i frontalieri, annunciando che il prossimo appuntamento sarà il 9 novembre. Parole condivisibili nel merito, ma che, a un'analisi attenta, certificano un sostanziale nulla di fatto: nessun impegno su tempi, nessuna soluzione annunciata sulla tassa sanitaria, nessuna indicazione concreta su NASpI, ristorni o doppia imposizione. Solo l'ennesimo rinvio, mascherato da metodo e da dialogo istituzionale. 
Un'inerzia che, a nostro avviso, non fa che rendere sempre più urgenti, importanti e potenzialmente critiche le questioni aperte, in particolare quella della Tassa sulla Salute, che dallo scorso comunicato non ha fatto un solo passo avanti. 
È qui che la vicenda assume i contorni di un vero e proprio paradosso politico. La Tassa sulla Salute continua infatti a essere applicata in Lombardia e non in Piemonte: due Regioni di confine, entrambe governate dal centrodestra a trazione Lega, che su una materia identica danno ai propri frontalieri due trattamenti opposti. E quelle stesse Regioni rispondono, sul piano nazionale, a un Ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che è anch'egli espressione della Lega e che il Decreto istitutivo del contributo lo ha firmato. 
Un cortocircuito tutto interno alla stessa area politica, che scarica le proprie contraddizioni sui lavoratori frontalieri: cittadini che, come abbiamo già ricordato, in larga maggioranza guardano proprio alla Lega come riferimento politico. Non si tratta quindi di uno scontro tra schieramenti diversi, ma di un partito che, a seconda del livello di governo, si comporta in modo opposto su una stessa materia, senza che nessuno se ne assuma la responsabilità politica: né la Regione Lombardia che la applica, né la Regione Piemonte che per ora la evita, né il Governo nazionale che l'ha introdotta e che tace sulle sue conseguenze. 
Un'incoerenza che rischia di trasformarsi in un boomerang proprio per chi l'ha generata, ma che nel frattempo continua a pesare, in modo ingiusto e diseguale, sulle tasche di migliaia di lavoratori. 
Come Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle VCO confermiamo integralmente le proposte già avanzate lo scorso agosto e ne aggiungiamo una, alla luce di quanto emerso il 17 settembre: 

che il tavolo interministeriale fissi, già dal prossimo incontro del 9 novembre, un cronoprogramma vincolante per l'adozione dei decreti attuativi ancora mancanti, a partire dal contributo sanitario;
che la Regione Piemonte e la Regione Lombardia rendano conto, in sedi pubbliche e verificabili, dei criteri con cui hanno deciso, in modo opposto, sull'applicazione della Tassa sulla Salute;

un coordinamento unitario tra sindacati, forze politiche e organi di stampa di Piemonte, Lombardia e Svizzera, per pretendere risposte uniformi e non più rinviabili.

Il Movimento 5 Stelle VCO continuerà a seguire con attenzione i lavori del tavolo interministeriale e a chiedere, a ogni livello istituzionale, che l'appuntamento del 9 novembre non si traduca nell'ennesimo rinvio a danno dei lavoratori frontalieri. 
Ricordiamo infine che a livello locale, a Verbania, a queste criticità di natura amministrativa e contrattuale si aggiungerà anche quella logistica legata all'apertura, lunedì 28 settembre, del cantiere per la galleria paramassi sulla SS34: un'ulteriore complessità per cui auspichiamo che gli accorgimenti programmati dalle amministrazioni comunali possano limitare i disagi, che si preannunciano comunque inevitabili, per cittadini e frontalieri. 
 

comunicato stampa Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle VCO