Attualità - 01 ottobre 2026, 18:00

Frontalieri, M5S: "A tre anni dall'accordo restano ritardi e incertezze"

Nel mirino del gruppo territoriale il Fondo per i territori di confine, la NASpI e la gestione fiscale del secondo pilastro

“Dopo il comunicato del 23 settembre sul tavolo interministeriale e sulla Tassa sulla Salute, torniamo sul tema dei lavoratori frontalieri per fare il punto su tre dossier che, a più di tre anni dalla ratifica dell'Accordo Italia-Svizzera, mostrano ritardi e scarsa chiarezza”. Così, in una nota, il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle del Vco, guidato da Imerio Frattini. Di seguito il comunicato:

“Il 17 settembre il Ministro dell'Economia Giorgetti ha firmato il decreto che disciplina il contributo statale ai territori di frontiera. Ne prendiamo atto, ma è difficile parlare di successo. L'accordo è stato ratificato nel 2023 e il Fondo istituito presso il Mef prevedeva già 1,66 milioni di euro per il 2025 e 21,16 milioni per il 2026, con importi crescenti negli anni successivi. Il quadro attuativo arriva quando il 2026 è ormai quasi concluso. Il nuovo sistema sposta inoltre il baricentro dai versamenti dei Cantoni a una distribuzione decisa dallo Stato. Non sosteniamo che le risorse possano essere usate liberamente: la legge le vincola a finalità precise. Ma colpisce che un decreto firmato da un ministro della Lega, il partito che da sempre fa del federalismo la propria bandiera, sancisca una gestione economica così centralizzata. Proprio per questo la trasparenza diventa la condizione minima di fiducia. I comuni di confine, le province e gli enti montani devono sapere con quali criteri, in quali importi ed entro quali tempi riceveranno le risorse.

Oggi il quadro non è chiaro, e chi amministra territori che sostengono ogni giorno i costi del frontalierato non può programmare sulla base di annunci. Ci chiediamo inoltre se i comuni riceveranno quote paragonabili a quelle dei ristorni versati finora dai Cantoni. Sulla disoccupazione dei frontalieri il quadro resta troppo complesso per i lavoratori. Sindacati e lavoratori attendono da tempo la circolare attuativa sul trattamento NASpI nei primi mesi di erogazione. È giusto distinguere tra il diritto del lavoratore, la legislazione applicabile, lo Stato che paga e il rimborso tra le istituzioni previdenziali dei due Paesi. Proprio per questo servono indicazioni operative chiare da parte dell'Inps e delle altre amministrazioni, perché chi perde il lavoro non può restare in attesa di chiarimenti tecnici.

C'è poi il caso dei pensionati che hanno percepito in capitale la prestazione del secondo pilastro (Lpp) e che, dopo l'imposta alla fonte cantonale, non ottengono il rimborso. Secondo quanto riferito dall'Ocst e dalla stampa ticinese, dal 2024 il Canton Ticino ha adottato una linea più restrittiva sulle richieste di rimborso, mettendo in discussione l'efficacia della tassazione italiana sostitutiva agevolata. In gioco ci sono anche diverse migliaia di euro a persona. Precisiamo che la procedura Q-IS non risulta abolita e che non abbiamo elementi per attribuire alle autorità svizzere intenti ritorsivi. Per quanto ne sappiamo, la questione riguarda l'interpretazione fiscale e convenzionale. Proprio per questo il Governo italiano deve attivarsi: servono un chiarimento ufficiale sull'interpretazione della tassazione italiana, un confronto tecnico strutturato con le autorità fiscali svizzere e istruzioni chiare ai cittadini su quali domande presentare e quali documenti allegare. Finora i pensionati hanno trovato più ascolto nei sindacati e nella stampa locale che nelle istituzioni.

Il Ministero dell'Economia, principale attore nella gestione e nell'attuazione dell'Accordo Italia-Svizzera del 2023, è guidato da un ministro della Lega, forza politica che tra i frontalieri raccoglie un consenso importante. La stessa Lega governa Lombardia e Piemonte, che sulla Tassa sulla Salute hanno scelto strade opposte. Chi ha chiesto e ottenuto la fiducia dei frontalieri ha anche la responsabilità di garantire loro regole certe. Invece ci troviamo con un decreto arrivato in ritardo, una circolare NASpI che non c'è, un contributo sanitario ancora privo di decreto attuativo e pensionati lasciati soli davanti a un contenzioso fiscale. Le nostre richieste:

  • La pubblicazione tempestiva e trasparente di criteri di riparto, importi, beneficiari e tempi di erogazione del Fondo per i territori di confine;
  • Un cronoprogramma vincolante per i provvedimenti attuativi mancanti (contributo sanitario e circolare NASpI), da definire già al tavolo interministeriale del 9 novembre;
  • L'apertura immediata di un confronto tecnico Italia-Svizzera sul rimborso dell'imposta alla fonte sul secondo pilastro, con un chiarimento ufficiale e una guida pratica per i pensionati coinvolti;
  • Una comunicazione periodica e unitaria delle amministrazioni competenti, così che i lavoratori non debbano ricostruire la situazione dai giornali.

Il Movimento 5 Stelle Vco continuerà a seguire il tema in tutte le sedi istituzionali, perché ai frontalieri non servono annunci ma tempi certi e regole chiare”.

l.b.