Ultim'ora - 02 ottobre 2026, 18:11

Caso Garlasco, Sempio: "Non ci sono prove per processarmi"

(Adnkronos) - "Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo. Se capiterà di dover andare proprio a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo, l'affronteremo". Così Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. L'anticipazione è andata in onda a 'Dentro la notizia', mentre l'intervista integrale andrà in onda questa sera, intorno alle 21.30, a 'Quarto Grado' su Retequattro. 

All'indomani della seconda chiusura indagine, Sempio non sembra preoccupato degli indizi contro di lui a partire dall'impronta 33, quella che per la Procura di Pavia è l'orma della sua mano sul muro. "Abbiamo fatto sperimentazioni su un muro e in realtà non si potrebbe escludere. A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere o cosa non si può escludere. Devi avere una certezza. C'era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C'era del sangue? No. Fine. Per come la vedo io la questione finisce lì", aggiunge.  

L'indagato contesta anche la consulenza di Cristina Cattaneo, secondo la quale il suo piede poteva calzare con quello della famosa impronta insanguinata lasciata dall'assassino sul pavimento della villetta di via Pascoli a Garlasco. "Se tu avessi trovato a casa di Andrea Sempio una scarpa riconducibile a quella, magari sporca del sangue di Chiara, è un conto. Ma finché dici 'è compatibile', va bene. Non hai un elemento vero che collega quello". E sulla sua misura del piede, "avevo il 44 ai tempi e ce l’ho ancora oggi", conclude. 

La Procura di Pavia ha inviato alla Procura Generale di Milano altri atti depositati con la seconda chiusura delle indagini su Sempio, accusato dell'omicidio aggravato di Chiara Poggi, per valutarli nell'ottica di una eventuale richiesta di revisione della sentenza nei confronti di Alberto Stasi, l'allora fidanzato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto. I primi documenti e le ultime ombre legate ai dati grezzi conservati dai Ris di Parma sono sul tavolo della procuratrice generale Francesca Nanni e della sua vice, Lucilla Tontodonati. Al momento non è stata presa alcuna decisione. La sensazione è che i tempi per arrivare a una scelta non saranno brevi. 

Come già aveva chiarito nel suo ultimo comunicato il procuratore di Pavia Fabio Napoleone "nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale, la quale è stata e sarà tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di possibile interesse". Le carte sugli sviluppi più recenti sul delitto di Chiara Poggi sono arrivate a Milano da giorni. 

 

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