Scuola - 06 ottobre 2026, 09:46

Regione Piemonte e Università di Torino rafforzano la collaborazione su ricerca, formazione e innovazione

Incontro al Grattacielo Piemonte per definire un programma di lavoro condiviso: al centro infrastrutture di ricerca, formazione permanente, internazionalizzazione e rapporti con le imprese

Mettere in rete le infrastrutture di ricerca, ampliare le opportunità di formazione permanente e rafforzare il ruolo del Piemonte nei circuiti internazionali della conoscenza e dell’innovazione. Sono gli ambiti al centro dell’incontro che si è svolto oggi, presso il Grattacielo della Regione Piemonte, tra la squadra di governo dell’Università di Torino e la Giunta regionale. L’incontro conferma la rilevanza della collaborazione e dei rapporti tra Ateneo e Regione, con il comune obiettivo di potenziare la collaborazione attraverso un programma di appuntamenti dedicati a temi specifici.

Per Unito erano presenti: la Rettrice Cristina Prandi, il pro-rettore Gianluca Cuniberti, la Direttrice Generale, Giuliana Fenu, le vice rettrici Paola Cassoni (area medica), Luisella Celi (ricerca), Anna Maria Ferrero (edilizia), Carla Tinti (benessere, inclusività, pari opportunità), Elisa Giacosa (monitoraggio Piano Strategico e digitalizzazione), Daniela Robasto (life learning life, sviluppo e valutazione della didattica innovativa), i vice rettori Marco Pironti (innovazione e valorizzazione delle conoscenze), David Lembo (internazionalizzazione). Per la Regione gli assessori, i sottosegretari e i direttori generali.

«L’incontro di oggi ha lo scopo di rinsaldare il rapporto istituzionale già in atto con l’Università di Torino – dichiara il presidente Alberto Cirio - Per la Regione la presenza dell’Università è fondamentale non solo per i giovani e il futuro, ma per aumentare l’attrattività del territorio e favorire l’insediamento di nuove imprese come è avvenuto di recente nel caso di Silicon Box. Abbiamo fatto un grande sforzo per le borse di studio superando i 114 milioni di fondi regionali per garantire la borsa di studio a tutti gli studenti idonei. Vogliamo che il Piemonte sia sempre di più una terra di talenti perché i talenti attraggono investimenti e gli investimenti creano le condizioni per la crescita e lo sviluppo di un territorio e della società. Siamo stati la prima Regione in Italia a lanciare Piemove che al momento ha superato le 81.000 adesioni e garantisce il trasporto gratis su tutti i mezzi pubblici agli studenti universitari under 26, collaboriamo con le Università sui bandi di ricerca per le imprese e per la ricerca applicata, in ambito sanitario siamo impegnati insieme nella realizzazione del Parco della Salute di Torino e per la formazione di medici e infermieri grazie al consolidato rapporto con la Scuola di Medicina, per le Scuole di specializzazioni e le professioni sanitarie per reclutare personale a servizio delle strutture sanitarie».

«L’incontro di oggi è un passo avanti nella collaborazione tra Università e Regione e apre a un metodo di lavoro condiviso che vogliamo portare a sistema attraverso incontri periodici su temi puntuali, dentro una visione comune del futuro del Piemonte – dichiara la Rettrice Cristina Prandi –.Le sfide globali hanno effetti diretti sul nostro territorio, dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità dell’agricoltura e dei sistemi alimentari, dalla qualità dell’aria alla neutralità climatica, dall’efficienza energetica alla gestione delle risorse idriche, fino al biotech e alla salute. Affrontarle richiede scelte lungimiranti, fondate sulla conoscenza. L’integrazione tra saperi scientifici, umanistici e sociali può contribuire alla qualità delle politiche pubbliche e all’innovazione delle imprese. Rafforzare la collaborazione significa condividere le priorità e far convergere ricerca, formazione e programmazione regionale verso uno sviluppo che tenga insieme competitività, sostenibilità e coesione sociale. Il confronto con la Regione è essenziale anche per l’Università, perché le domande che emergono dal territorio aprono nuove direzioni di ricerca e formazione. È su questo scambio che vogliamo costruire una collaborazione stabile, nel rispetto dei rispettivi ruoli e con obiettivi comuni».

Per quanto riguarda la Regione, la collaborazione con Unito si concretizza anche i temi dell’ambiente e dell’agricoltura, ad esempio attraverso Agrion e i molti progetti per fronteggiare i cambiamenti climatici e le nuove specie di insetti e parassiti che danneggiano le coltivazioni.

Nell’ambito del FESR 2021/2027 è stato pubblicato a luglio il bando "SWIch 2026” per ricerca, sviluppo e valorizzazione industriale dell’innovazione, con una dotazione finanziaria complessiva di 40 milioni di euro. Altri 40 milioni finanziano il bando STEP per il supporto alle attività di ricerca, sviluppo, innovazione e alle fasi di industrializzazione, in coerenza con quanto previsto nell’ambito della Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa.

Risorse a cui si aggiungono altri 45 milioni di euro sempre del Fesr, per il bando Infra+, destinati a 27 progetti di sostegno alla ricerca, 14 dei quali vedono Unito capofila o direttamente coinvolto insieme ad altri atenei piemontesi con un contributo di 16 milioni di euro per l’acquisto di macchinari avanzati, l’ammodernamento e il potenziamento dei laboratori di ricerca.

A questo sostegno si aggiunge anche il programma MATCHIN rivolto alle PMI che offre contributi a fondo perduto per favorire l’assunzione di ricercatori e figure altamente qualificate all'interno delle piccole e medie imprese piemontesi, con una dotazione sul bando lanciato nelle scorse settimane di 5 milioni di euro.

UniTo conta oltre 800 progetti su bandi competitivi, 70 infrastrutture di ricerca aperte e 5 piattaforme scientifiche interdisciplinari dedicate a intelligenza artificiale, transizione energetica, aerospazio, plastiche sostenibili, sostenibilità delle risorse idriche. L’obiettivo è sviluppare una gestione coordinata delle infrastrutture mettendo a disposizione le competenze e facilitando l’accesso anche a soggetti esterni.

Il confronto con la Regione può favorire l’utilizzo condiviso di queste risorse e rafforzare i legami con le reti scientifiche nazionali ed europee. L’internazionalizzazione attiva è un altro ambito di collaborazione. UniTo conta oltre 580 accordi di cooperazione in più di 90 Paesi, 29 corsi di studio interamente in inglese e guida l’alleanza europea UNITA. Collegare queste reti alle politiche regionali e alle relazioni internazionali delle imprese può favorire nuovi progetti oltre all’arrivo di studenti, ricercatori e professionisti, creando condizioni favorevoli anche agli investimenti e rafforzando il posizionamento internazionale del territorio.

Accanto alla formazione delle studentesse e degli studenti, l’Ateneo intende inoltre ampliare le opportunità di apprendimento permanente per professionisti, lavoratrici e lavoratori, con percorsi flessibili, moduli brevi e certificazione delle competenze.

Il dialogo con la Regione, le istituzioni locali e il mondo del lavoro servirà a individuare i fabbisogni formativi e a progettare percorsi coerenti con le trasformazioni delle professioni e del territorio.

La presenza di UniTo, oltre che a Torino e nell’area metropolitana, ad Alba, Asti, Biella, Cuneo, Ivrea e Savigliano, può rendere queste opportunità diffuse e accessibili. In collaborazione con gli enti locali, le sedi decentrate possono infatti diventare punti di riferimento per la formazione continua e la crescita delle competenze nei diversi territori piemontesi.

La dimensione culturale completa questo percorso. Con 21 biblioteche distribuite su 32 sedi e circa 3 milioni di volumi, insieme ai musei, all’archivio storico e alle collezioni scientifiche, UniTo custodisce un patrimonio che alimenta nuove occasioni di accesso alla conoscenza. Il polo museale ha accolto oltre 833 mila visitatori dall’apertura nel 2007 e sono 40.000 i visitatori dell’Orto Botanico nel 2026, dati che testimoniano il valore strategico di questi luoghi e l’importanza di rendere le collezioni sempre più accessibili al pubblico, promuovendo iniziative di divulgazione e partecipazione delle comunità.

comunicato stampa