Tra le molecole studiate contro l'obesità, il retatrutide è quella che negli ultimi tre anni ha fatto più parlare di sé nei congressi di endocrinologia. Sviluppato da Eli Lilly con la sigla LY3437943, non è ancora autorizzato come medicinale in nessun Paese, né in Italia né altrove. Eppure il suo nome compare sempre più spesso nelle ricerche online, insieme a una domanda precisa: quanto costa? Chi vuole orientarsi trova un confronto aggiornato dei prezzi del retatrutide in Italia, utile per capire le differenze tra i fornitori per la ricerca.
Un triplo agonista
Il retatrutide agisce contemporaneamente su tre recettori ormonali: GIP, GLP-1 e glucagone. Per questo i ricercatori lo chiamano triplo agonista. La semaglutide, principio attivo di Ozempic e Wegovy, agisce soltanto sul recettore GLP-1. La tirzepatide (Mounjaro) agisce su GLP-1 e GIP. L'aggiunta del recettore del glucagone è l'elemento nuovo: secondo gli studi, aumenterebbe il dispendio energetico e la riduzione del grasso nel fegato.
I risultati pubblicati
Il primo dato che ha attirato l'attenzione arriva dallo studio di fase 2 pubblicato nel 2023 sul New England Journal of Medicine. Su 338 adulti con obesità seguiti per 48 settimane, il gruppo con la dose più alta ha perso in media il 24,2 per cento del peso corporeo, contro il 2,1 per cento del gruppo placebo. Era la riduzione più ampia mai osservata con un farmaco a quel punto della sperimentazione.
Nel 2026 sono arrivati i primi risultati di fase 3 del programma TRIUMPH. Lo studio TRIUMPH-1, su oltre 2.300 partecipanti, ha confermato una riduzione di peso intorno al 28 per cento dopo 80 settimane nel gruppo con la dose più alta. Eli Lilly ha indicato l'intenzione di presentare la domanda di autorizzazione all'agenzia americana FDA nel corso del 2027. Fino ad allora, e fino a una decisione dell'agenzia europea EMA, il retatrutide resta una sostanza sperimentale.
Gli effetti indesiderati osservati negli studi sono simili a quelli degli altri farmaci della stessa famiglia: nausea, diarrea, vomito e stitichezza, più frequenti nelle prime settimane. Gli studi hanno anche rilevato un aumento della frequenza cardiaca, che i ricercatori continuano a monitorare.
Perché se ne trova in vendita
Non essendo un medicinale, il retatrutide non si trova in farmacia. Esiste però un mercato di peptidi destinati alla ricerca di laboratorio, venduti come polvere liofilizzata in flaconcini da 10, 20 o 30 milligrammi. È un mercato poco regolato, e i prezzi possono variare da una a tre volte per lo stesso prodotto.
Per chi lavora in laboratorio, tre criteri aiutano a distinguere un'offerta seria:
Il prezzo al milligrammo. Confrontare il prezzo del flaconcino non basta. Un flaconcino da 30 mg costa di più di uno da 10 mg, ma spesso molto meno per milligrammo.
Il certificato di analisi. Un fornitore serio pubblica un certificato rilasciato da un laboratorio indipendente, con una purezza misurata per HPLC, idealmente superiore al 99 per cento, e il numero di lotto corrispondente.
La provenienza della spedizione. Un invio dall'interno dell'Unione europea evita i blocchi doganali e i tempi lunghi delle spedizioni extraeuropee.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Altri studi del programma TRIUMPH, dedicati in particolare al diabete di tipo 2, all'apnea notturna e all'artrosi del ginocchio, dovrebbero pubblicare i loro risultati entro la fine del 2026 e nel 2027. Saranno questi dati, più che l'interesse del pubblico, a decidere se e quando il retatrutide arriverà in farmacia, e a quale prezzo.
Nota: il retatrutide non è autorizzato come medicinale in Italia né nell'Unione europea. I prodotti citati in questo articolo sono destinati esclusivamente alla ricerca di laboratorio e non all'uso umano. Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce un consiglio medico.
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