Al Santuario del Santissimo Crocifisso del Sacro Monte Calvario il 18 novembre sarà celebrato il diciannovesimo anniversario della Beatificazione di Antonio Rosmini. Alle 16.30 sarà celebrata la Messa e verrà benedetta una nuova immagine del Beato.
Il 1º giugno 2007, papa Benedetto XVI autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto sul miracolo della guarigione di Suor Ludovica Noè, attribuito all'intercessione di Antonio Rosmini. Tra i miracoli portati dalla postulazione dei Padri Rosminiani, è stato scelto di dare maggiore impulso a quello della guarigione di suor Ludovica, poiché il medico che la curò si convertì in seguito all'accaduto.
La celebrazione di beatificazione di Rosmini a Novara il 18 novembre fu officiata dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, e concelebrata da circa 400 sacerdoti, rosminiani (tra cui il preposito generale James Flynn e la madre generale Carla Cattoretti).
La Chiesa indica Rosmini come modello dell’armonia tra ragione e fede, tra contemplazione e carità operosa. Molti papi hanno espresso stima e apprezzamento per il Beato Antonio Rosmini, e anche Papa Leone lo scorso anno, ricevendo in udienza i teologi partecipanti al seminario su “Creato, natura, ambiente per un mondo di pace”, ha evocato loro Rosmini tra i modelli da seguire per dare risposte sapienti anche alle sfide digitali.
Antonio Francesco Davide Ambrogio Rosmini Serbati nacque a Rovereto il 24 marzo 1797, da una famiglia di alta condizione sociale e profonda fede cattolica. Fin dalla più tenera età si dedicò con passione alla filosofia, alla teologia, alla pedagogia e alla politica. Ordinato sacerdote il 21 aprile 1821 a Chioggia, accolse l’esortazione di papa Pio VIII a condurre gli uomini alla religione attraverso la ragione, opponendosi con vigore al sensismo e all’illuminismo che minacciavano la fede cristiana.
Nel 1828 fondò a Domodossola l’Istituto della Carità, società religiosa di sacerdoti e laici votata alla carità universale nelle sue tre forme: spirituale, intellettuale e temporale. Poco dopo diede vita alle Suore della Provvidenza Rosminiane. Il suo pensiero incontrò diversi ostacoli: due sue opere furono messe all’Indice nel 1849, prova che Rosmini accettò con eroica obbedienza e umiltà, rispondendo: ‘Voglio appoggiarmi in tutto sull’autorità della Chiesa’. Ritiratosi a Stresa, vi trascorse gli ultimi anni tra la preghiera, la scrittura e la direzione dei suoi istituti, ricevendo la visita di illustri amici, tra cui Alessandro Manzoni, al quale affidò il suo testamento spirituale.