“Una lunga, lunghissima passeggiata di riflessione”. Così Nicolò Guarrera, sui social conosciuto come Pieroad, ha definito la sua impresa: il giro del mondo a piedi. Il giovane veneto ha raccontato la sua straordinaria esperienza ieri, 31 gennaio, al Caveau di Domocentro a Domodossola - gremito oltre le aspettative - dove è stato protagonista della quinta edizione di Konference, organizzata dall’associazione Karma. A moderare l’incontro la giornalista Arianna Giannini Tomà.
Un racconto intenso ed emozionante, un elogio alla lentezza. “Ho deciso di fare il giro del mondo a piedi non solo perché mi è sempre piaciuto camminare, ma perché camminare è un modo di spostarsi unicamente umano, che non dipende da niente e nessuno, e mi ha permesso di entrare davvero in contatto con tutti i luoghi da cui sono passato”. Un’idea che è nata per rispondere ad una semplice, ma al tempo stesso difficilissima, domanda: “Se la mia vita fosse un’opera d’arte, mi fermerei a guardarla?”.
Il viaggio di Nicolò è durato cinque anni: oltre 36.000 chilometri percorsi, innumerevoli nazioni attraversate, 24 paia di scarpe consumate, sempre accompagnato dal fedele passeggino da trekking "Ezio" per trasportare l’attrezzatura e i viveri necessari. Ma anche centinaia di ricordi che ha raccolto sulla sua pagina Instagram, oggi seguita da circa 470mila persone. Un racconto, quello social, iniziato unicamente per aggiornare amici e famigliari sui suoi spostamenti: “Quando sono partito non avevo i social, neanche uno smartphone. Oggi la mia pagina Instragram è per me un luogo dove raccogliere e mettere in ordine i ricordi”.
Tramite i social, Guarrera è però anche riuscito a raggiungere e ispirare migliaia di persone per raccontare la sua esperienza, gli incontri con le persone, il perdersi ad ammirare i Paesi che ha attraversato, sempre al di fuori dei percorsi più noti, per scoprire “i luoghi che sono davvero rappresentativi della storia e della cultura di una nazione”.
Al termine di un viaggio partito nel 2020 – e studiato e pianificato per ben due anni, dal 2018 – cinque mesi fa Nicolò ha fatto ritorno al punto di partenza: Malo, in provincia di Vicenza. “Il giorno in cui sono tornato a casa è stato uno dei ricordi più belli che conservo. Avevo alle spalle un lunghissimo viaggio ricco di emozioni, ma anche tanta stanchezza”. E ora, tornato alla vita “normale”, un nuovo grande sogno si sta realizzando: “Sono partito anche con l’intenzione di scrivere un libro che raccontasse la mia storia. Ora che sono tornato lo sto scrivendo e uscirà entro quest’anno”.
Nessuna nuova impresa in programma, almeno al momento: “Dopo questa esperienza avevo bisogno di lasciar andare Pieroad, il personaggio che mi ero creato, per ritrovare Nicolò e quello che sono ora. Penso che non viaggerò più, almeno per un anno. La prossima volta che partirò non sarà perché ne ho bisogno, ma perché lo vorrò”.