Nel 2025 in Piemonte l’accesso alle cure sanitarie è diventato un problema sempre più serio per una larga fetta di popolazione. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research, sono 1,3 milioni i pazienti che hanno rinunciato a curarsi, principalmente per motivi economici o a causa dei tempi di attesa troppo lunghi nel sistema sanitario pubblico.
A pesare, oltre alle liste d’attesa, è anche il fenomeno delle cosiddette “liste chiuse”, ovvero l’impossibilità di prenotare determinate prestazioni. Una situazione con cui, almeno una volta, 8 pazienti su 10 dichiarano di aver dovuto fare i conti.
Di fronte a queste difficoltà, molti cittadini piemontesi hanno scelto di rivolgersi alla sanità privata. Sempre secondo l’indagine, nel corso del 2025 oltre il 75% dei pazienti ha effettuato almeno una prestazione in regime di solvenza. Una scelta spesso obbligata, ma tutt’altro che economica: il costo medio di una prestazione privata in Piemonte è stato di circa 281 euro.
Per non rinunciare alle cure o per evitare di gravare eccessivamente sul bilancio familiare, circa 135mila pazienti hanno fatto ricorso a un prestito, rivolgendosi a finanziarie, amici o parenti. Una soluzione sempre più diffusa per far fronte a spese sanitarie considerate ormai essenziali.
«Il credito al consumo è uno strumento importante che può aiutare le famiglie ad affrontare con maggiore serenità alcune spese rilevanti, e magari impreviste, come possono essere quelle per le cure mediche quando ci si rivolge alla sanità privata», spiegano gli esperti di Facile.it. «Dilazionare il pagamento consente di alleggerire l’impatto sui budget mensili senza dover rimandare, o peggio rinunciare, a visite, esami o cure che, se trascurate, potrebbero peggiorare».
A confermare il trend è anche l’osservatorio congiunto Facile.it – Prestiti.it, che ha analizzato le richieste di prestiti personali per spese mediche in Piemonte. Questa tipologia di finanziamento ha rappresentato il 4,4% del totale dei prestiti richiesti nella regione. L’importo medio richiesto è stato di 5.909 euro, con una rata media di 124 euro da restituire in 54 mesi.
Dal profilo dei richiedenti emerge un dato significativo: l’età media di chi ha chiesto un prestito per spese sanitarie è di 49 anni, superiore a quella media dei richiedenti prestiti personali in Piemonte, che si ferma a 44 anni. Nel 48% dei casi a presentare domanda è stata una donna, una quota decisamente più alta rispetto alla percentuale femminile complessiva nelle richieste di finanziamento regionali, che si attesta al 33,4%.
Numeri che raccontano una realtà sempre più complessa, in cui l’accesso alla salute rischia di diventare un privilegio, spingendo molte famiglie a scegliere tra rinviare le cure o indebitarsi pur di non rinunciarvi.