Domodossola - 16 maggio 2026, 12:05

Un cuore ai carabinieri: l’esempio che salva vite apre il convegno sull’arresto cardiaco FOTO

Al Collegio Rosmini la consegna di un calco simbolico al comandante provinciale e ai due militari di Gravellona Toce che hanno soccorso una persona con il Dae

Un gesto simbolico, ma carico di significato, ha aperto ieri pomeriggio a Palazzo Rosmini il convegno “L’arresto cardiaco: le manovre salvavita”, organizzato dall’associazione Il Nuovo Mosaico in collaborazione con la Croce Rossa Italiana Comitato di Domodossola e con gli Amici del Cuore, nell’ambito delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario del Comitato Cri domese.

In apertura è stato consegnato ai rappresentanti dell’arma dei carabinieri un riconoscimento speciale: un calco di un cuore, simbolo concreto di ciò che significa intervenire tempestivamente e con competenza. A ritirarlo è stato il comandante provinciale dei carabinieri, insieme ai due militari di Gravellona Toce che, nei mesi scorsi, hanno salvato una persona colta da arresto cardiaco grazie all’utilizzo del Dae, il defibrillatore semiautomatico. Un episodio che ha rappresentato, fin dall’inizio, la dimostrazione più efficace del messaggio centrale dell’incontro: conoscere le manovre salvavita non è teoria, ma può cambiare davvero il destino di una persona.

A portare il saluto della Croce Rossa di Domodossola è stato il presidente Jonathan Zaccaria, che ha richiamato il valore dell’anniversario e l’importanza di continuare a investire nella formazione e nella diffusione di competenze che rendano i cittadini pronti ad agire nei primi minuti di un’emergenza. La giornata, come ha sottolineato lo stesso Nuovo Mosaico, è stata “veramente emozionante” anche per la presenza di relatori di primo piano. Tra gli interventi più attesi, quello del dottor Alessandro Lupi, direttore di cardiologia dell’Asl Vco, che ha affrontato il tema dell’arresto cardiaco tra cause e prevenzione, richiamando l’importanza della diagnosi precoce e della consapevolezza dei fattori di rischio.

Spazio poi al dottor Fabrizio Lodo, direttore di anestesia e rianimazione dell’Asl Vco, che ha approfondito il tema della rianimazione e della gestione dell’emergenza in ambito ospedaliero, evidenziando il ruolo cruciale della tempestività e della continuità di intervento tra soccorso sul territorio e cure avanzate.

Il dottor Giulio Clerici, medico dello sport noto a livello nazionale, ha invece portato l’attenzione sul rapporto tra arresto cardiaco e attività sportiva, aprendo una riflessione sull’importanza della presenza dei defibrillatori nei luoghi di aggregazione e negli impianti sportivi, ma soprattutto sulla necessità che le persone siano formate a usarli senza esitazione.

Particolarmente significativo anche l’intervento del dottor Andrea Audo, direttore della cardiochirurgia di Alessandria, che ha illustrato con il supporto delle slide le tecniche più avanzate oggi disponibili, tra cui i sistemi di supporto extracorporeo alla circolazione, strumenti che rappresentano un’evoluzione importante nella medicina d’urgenza ma che non sostituiscono il primo e fondamentale anello della catena: l’intervento immediato sul posto.

La presentazione e il coordinamento dei lavori sono stati affidati al dottor Fabrizio Comaita, responsabile dell’associazione Il Nuovo Mosaico, in sostituzione del professor Mario Sgrò, indisposto. A moderare l’incontro è stata la dottoressa Daniela Kozel, direttore sanitario aziendale dell’Asl Vco. Gli istruttori della Croce Rossa hanno poi mostrato le corrette manovre salvavita e di rianimazione da utilizzare in caso di arresto cardiaco.

Il convegno ha ribadito un concetto essenziale: l’arresto cardiaco può colpire ovunque e chiunque, e la sopravvivenza dipende spesso dai primissimi minuti. Per questo, la conoscenza delle manovre salvavita e l’utilizzo corretto del Dae devono diventare un patrimonio di tutti i cittadini.

Miria Sanzone