Attualità - 19 maggio 2026, 15:04

Sanità Vco, il centrosinistra: “Bene le giornate di prevenzione, ma servono medici e programmazione”

Dopo il successo delle Oasi della Salute, il tavolo provinciale attacca: "Gli eventi, anche se positivi, non bastano. I diritti devono essere garantiti ogni giorno"

Il tavolo sanità provinciale di coalizione del Vco - che riunisce Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra - interviene ancora una volta sulla complessa situazione che coinvolge migliaia di cittadini in tutta la provincia, rimasti privi dell’assistenza di un medico di famiglia. Una situazione opposta a quella, positiva, dell’iniziativa “Le Oasi della Salute”, tenutasi nei giorni scorsi a Verbania. Di seguito le parole del centrosinistra:

“Lo scorso 17 maggio, presso Villa Simonetta a Verbania si è svolta la prima edizione di “Le Oasi della Salute”, iniziativa di screening e prevenzione rivolta alla cittadinanza. Oltre 250 persone hanno partecipato alle attività proposte durante la giornata. Un risultato importante, reso possibile grazie all’impegno del personale sanitario, della Protezione Civile del Vco, delle associazioni di volontariato e del comune di Verbania. È giusto riconoscere il valore di queste iniziative, che evidenziano la presenza sul nostro territorio di professionisti capaci di erogare una sanità di eccellenza. Portare la prevenzione nelle piazze, sensibilizzare i cittadini, favorire controlli e diagnosi precoci rappresenta un segnale positivo e utile. La prevenzione resta uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute pubblica.
Diversamente ieri, a Domodossola, si è verificata una situazione diametralmente opposta: centinaia di cittadini in coda fin dalle prime ore del mattino davanti agli sportelli dell’Asl Vco per cercare di ottenere un medico di famiglia. Il caso legato all’aumento del massimale della dottoressa Sonia Bruno e al contemporaneo non funzionamento della piattaforma Salute Piemonte ha mostrato ancora una volta tutte le fragilità di un sistema sanitario territoriale che fatica a garantire un diritto fondamentale: avere un medico curante. Persone in fila dalle 5.30 del mattino, anziani costretti ad attendere per ore, cittadini senza risposte: scene che non dovrebbero appartenere a un Paese che fonda il proprio sistema sanitario sul principio costituzionale del diritto alla salute.
Ad oggi sono circa 18mila i pazienti orfani di medico di medicina generale nel Vco, questo è inaccettabile. Ed è qui che emerge il nodo politico e amministrativo della questione. Le giornate come “Le Oasi della Salute” sono utili, apprezzabili e lodevoli. Ma la sanità non può diventare una “sanità a spot”, fatta di eventi occasionali e sostenuta principalmente dalla buona volontà degli operatori e del volontariato.
La prevenzione non si costruisce con sporadiche giornate, si costruisce garantendo ai cittadini servizi continuativi, il diritto al medico di base, incentivando il personale sanitario a restare all’interno delle strutture pubbliche che devono essere funzionanti e accessibili a tutti.
Inoltre, si inaugurano Case di Comunità che troppo spesso rischiano di restare scatole vuote se non accompagnate da investimenti concreti e da una programmazione seria e lungimirante. Mancano medici, mancano infermieri, mancano risposte organizzative adeguate ai bisogni reali del territorio. La salute pubblica non può dipendere dall’emergenza né dalla disponibilità del volontariato per colmare i vuoti del sistema. Servono risorse vere, pianificazione e una visione di lungo periodo. Perché il diritto alla salute deve essere garantito ogni giorno a tutti i cittadini”.

l.b.