“Le immagini delle code al Distretto Sanitario di Domodossola non ci sorprendono: scene che mostrano un dignitoso ed ordinato panico collettivo che si crea quando si teme per la salute propria e dei propri cari in un territorio in cui quasi 20mila cittadini su 150mila sono orfani di medico”. Così, in una nota, Cgil Novara Vco all’indomani della prima giornata di lunghe code al distretto dell’Asl Vco per l’assegnazione di un nuovo medico di famiglia.
Si legge ancora nella nota: “Avevamo avvertito nelle scorse settimane che la corsa ai tagli dei nastri di nuovi edifici sarebbe stato il nuovo sport preferito dalle giunte, regionale e provinciale: nessuna idea chiara delle strutture e dei servizi erogati in provincia in attesa del nuovo ospedale unico, nessun dipendente in più – anzi, continua il fallimento nei bandi di assunzione – ma tantissime immagini di inaugurazioni di nuovi edifici costruiti con i soldi del Pnrr per farci credere che stia andando tutto alla grande. La nostra paura è sempre la stessa, anche se speriamo vivamente di sbagliarci: prima ci hanno indebitato per costruire strutture senza avere il personale per farle funzionare, poi ci diranno che per farle funzionare devono metterle in mano ai privati con il risultato che dipendenti e pensionati che pagano oltre il 90% dell’Irpef stanno per ora già pagando le strutture e in futuro dovranno sostenere i costi per farcisi curare”.
“Il piano della regione Piemonte - sottolineano dal sindacato - è sempre più chiaro e il territorio lo interpreta con estrema dedizione, vista la delibera 299 dell’Asl Vco; vogliono avere la “possibilità di avviare forme innovative di gestione dell’attività sanitaria” – partenariati pubblico-privato – con l’obiettivo di privatizzare i guadagni e socializzare le perdite; a chi si ostina a parlare delle “eccellenze private” presenti anche sul nostro territorio, rispondiamo che quei fiori all’occhiello sono tali grazie al fatto che ad oggi c’è ancora il pubblico su cui viene scaricato quello che non conviene; per questo il 23 maggio andremo a Torino a manifestare, perché quando tutto sarà privato saremo privati di tutto!”.