Attualità - 18 giugno 2026, 12:04

Scalo Domo 2, il M5S porta il caso in Parlamento VIDEO

Il deputato Iaria denuncia ritardi, fondi mancanti e assenza di una regia pubblica: “Si rischia di perdere un’occasione decisiva per il futuro della logistica ferroviaria europea”

Dopo l’incontro del 12 giugno a Domodossola in cui il Movimento 5 Stelle aveva portato l’attenzione sulla crisi dello scalo intermodale Domo 2 e sul futuro del corridoio ferroviario del Sempione, lo stesso M5S ha portato la questione alla Camera dei Deputati: nei giorni scorsi, il deputato Antonino Iaria, membro della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni, “ha portato ufficialmente la questione - fanno sapere dal M5S Vco - nelle sedi istituzionali, esprimendo con forza tutte le perplessità e le criticità che gravano sullo scalo merci di Domodossola, denunciando l’assenza di una governance politica adeguata e la mancanza di una reale collaborazione con l’operatore pubblico Rfi per una programmazione e una visione nazionale del traffico merci europeo”. Di seguito l’intervento di Iaria:

“Il Governo conferma nero su bianco che lo scalo intermodale Domo 2 e l’intero asse ferroviario del Sempione rappresentano un’infrastruttura strategica per il trasporto merci europeo. Peccato che alle dichiarazioni non seguano gli investimenti necessari. Dalla risposta emerge un dato evidente: gran parte delle risorse oggi disponibili arrivano dalla Confederazione Svizzera. Su un investimento complessivo di 287,5 milioni di euro, ben 134,5 milioni sono finanziati da Berna, mentre restano ancora da reperire circa 61 milioni di euro indispensabili per completare gli interventi previsti. Nel frattempo il completamento delle opere viene rinviato al 2029 e subordinato alla disponibilità delle risorse.

Da anni denunciamo l’assenza di una vera regia pubblica sul sistema logistico e ferroviario piemontese. Questa mancanza di certezze ha già prodotto conseguenze concrete: i principali operatori logistici hanno progressivamente abbandonato lo scalo Domo 2 perché non vedevano garanzie sugli investimenti e sui tempi di realizzazione delle opere. Il Governo continua a parlare di grandi corridoi europei e di centralità del trasporto ferroviario delle merci, ma nei fatti non indica priorità chiare. Lo stesso parco smistamento di Alessandria, che dovrebbe essere uno dei nodi fondamentali dell’asse Genova-Sempione-Rotterdam, è fermo alla fase progettuale e continua a non trovare le risorse necessarie.

Non è stato affrontato uno dei temi decisivi per la competitività della direttrice del Sempione: il tunnel di base che consentirebbe di superare le limitazioni dell’attuale tracciato elicoidale e aumentare in modo significativo la capacità del traffico merci. È un intervento che potrebbe rafforzare immediatamente un asse strategico per il Piemonte e per il Paese.

Il risultato è che continuiamo a inseguire opere dal costo enorme e dai benefici incerti nel breve periodo, mentre infrastrutture già esistenti, capaci di trasferire quote importanti di traffico merci dalla gomma alla ferrovia, non ricevono l’attenzione e i finanziamenti che meriterebbero. Il Governo riconosce l’importanza strategica del corridoio del Sempione, ma continua a non considerarlo una priorità. Senza risorse certe, senza una regia pubblica forte e senza una programmazione credibile, il rischio è perdere un’occasione fondamentale per lo sviluppo logistico del Piemonte e per una mobilità delle merci più sostenibile ed efficiente.”

l.b.