Politica - 28 luglio 2026, 12:00

Lago Tana e Croppargino, Ferroni risponde alle contestazioni di Italia Nostra

Il sindaco di Crevoladossola chiarisce competenze e interventi: "Ridurre la dialettica amministrativa a un continuo scontro procedurale o a un veto ideologico non reca alcun beneficio alla nostra comunità"

Giorgio Ferroni

“In merito alle recenti note diffusa dall'associazione Italia Nostra Vco, e Conserviamo Crevoladossola si rende necessario un definitivo chiarimento fattuale e politico, affinché il dibattito pubblico non venga fuorviato da ricostruzioni imprecise o da una palese confusione sui ruoli e sulle competenze”. Lo afferma, in una nota, il sindaco di Crevoladossola Giorgio Ferroni, di cui riportiamo di seguito le dichiarazioni:

“Sul Lago Tana siamo in presenza di una questione di competenze e sicurezza idraulica. Addebitare all'amministrazione comunale la responsabilità o le scelte relative ai lavori svolti presso il Lago Tana è semplicemente un errore di fatto. Gli interventi in questione non sono stati eseguiti dal comune, bensì da Enel, nell'ambito delle proprie attività di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza degli sbarramenti del bacino idroelettrico artificiale. Confondere le opere di un concessionario volte alla sicurezza idraulica con iniziative comunali dimostra una scarsa conoscenza delle competenze e dei contesti operativi.

Sul merito dell'intervento a Croppargino, si ribadisce che la cura del territorio non coincide con l'abbandono. L'area dell'oratorio era da anni soffocata da vegetazione ad alto fusto che, oltre a renderla del tutto invisibile dal fondovalle, la esponeva a un concreto e grave rischio in caso di incendi boschivi. L'intervento di diradamento ha perseguito il doppio obiettivo di mettere in sicurezza il bene e di ripristinarne l'originario valore paesaggistico e panoramico, perché ribadiamo che quello era lo stato dei luoghi fino a 50 anni fa, l'oratorio non è mai stato coperto dal bosco. A riprova della qualità dell'opera, il progetto è stato redatto da professionisti qualificati ed è stato preventivamente esaminato e approvato dalla competente Soprintendenza. Parlare di "stato desolante" significa ignorare i pareri tecnici degli enti preposti alla tutela e scambiare un'azione pianificata di prevenzione per un danno.

Ciò che emerge con chiarezza dagli interventi dell'associazione è una continua confusione tra la verifica delle procedure e il giudizio sulle scelte politiche. La verifica della regolarità procedurale, delle perizie e dei vincoli è un compito rigorosamente delegato dalla legge agli uffici tecnici e agli enti di tutela preposti, che si sono ampiamente espressi.

Quando una procedura è corretta e autorizzata, l'amministrazione ha il pieno diritto e il dovere di effettuare le scelte di gestione e valorizzazione sui beni di proprietà comunale. La democrazia rappresentativa funziona esattamente così: gli amministratori propongono una visione di territorio e ne rispondono di fronte ai cittadini attraverso il voto. La democrazia smette invece di funzionare quando singole sigle o gruppi privati pretendono di sostituirsi alle istituzioni, arrogandosi il diritto di decidere cosa si possa o non si possa fare sul territorio in base a propri criteri arbitrari.

L'amministrazione comunale non ha alcun imbarazzo né intende sottrarsi al confronto, purché questo avvenga sulla base di dati reali e nel rispetto delle rispettive prerogative. Ridurre la dialettica amministrativa a un continuo scontro procedurale o a un veto ideologico su ogni intervento non reca alcun beneficio alla nostra comunità”.

Comunicato Stampa