“La notizia della morte del piccolo Nicolò, investito da un automobilista mentre si stava dirigendo a scuola in sella alla sua bici, ha scosso profondamente tutti i soci di Fiab Vco. Per questo motivo rilanciamo a livello locale il comunicato diramato a livello nazionale da tante associazioni, tra cui Fiab Italia”. Così, in una nota, il presidente di Fiab Vco Massimo Di Bari. “Lo rilanciamo - prosegue - per sottolineare il ritardo infrastrutturale e culturale in cui, salvo rare eccezioni, stagnano le nostre cittadine, riguardo alle politiche per la mobilità lenta, per i pedoni e i ciclisti. Lo facciamo nostro, per sollecitare gli amministratori locali a mettere nelle proprie agende interventi per la moderazione del traffico e per la messa in sicurezza di itinerari ciclabili, non solo per i tanti cicloturisti che ogni anno vengono nel Vco, ma anche per i tanti residenti che vogliono poter lasciare l'auto a casa e muoversi in maniera ecologica e rilassante per andare a lavoro, a fare compere o a scuola”.
“Abbiamo l’obbligo morale - si legge nella nota di Fiab nazionale - davanti alla morte di un bambino, di tutelare le persone, e in particolare i minori. Chiediamo a chi ha responsabilità istituzionale e politica non solo di esprimere cordoglio ma di esprimersi, agire e verificare le implicazioni di tutte le politiche sui diritti alla vita e all’istruzione, che le istituzioni hanno il compito di difendere. Un bambino deve poter andare a scuola, anche in bicicletta, in sicurezza, perché la vulnerabilità non è una colpa. Al contrario, è proprio quando una persona è più vulnerabile che il sistema deve essere maggiormente capace di proteggerla. Esiste una responsabilità istituzionale ampia e precisa a carico del legislatore e delle amministrazioni tutte: creare un sistema nel quale le regole siano adeguate, le infrastrutture siano progettate mettendo al centro la sicurezza delle persone e le norme esistenti vengano effettivamente rispettate e fatte rispettare. Un bambino non dovrebbe dover essere abbastanza forte da sopravvivere alla strada: è la strada che dovrebbe essere abbastanza sicura da proteggerlo”.