Copertina - 07 novembre 2026, 19:10

Emergenza sociale a Domodossola, don Vincenzo Barone: "La lista d’attesa per una casa è lunga"

Dai mini alloggi temporanei alla mensa della Cappuccina, fino al sostegno per le bollette: il sacerdote racconta le attività di solidarietà e fa il punto sui restauri degli affreschi della Collegiata

Don Vincenzo Barone

L’emergenza abitativa, le difficoltà economiche di tante famiglie, il bisogno di un pasto caldo e le bollette che diventano sempre più difficili da pagare. Anche a Domodossola le situazioni di fragilità sociale sono numerose e richiedono risposte concrete, costruite attraverso la collaborazione tra realtà del territorio, servizi sociali e volontariato. A raccontare il lavoro svolto quotidianamente è don Vincenzo Barone, parroco di Domodossola, che fa il punto sulle iniziative di sostegno alle persone in difficoltà, a partire dai mini alloggi destinati a chi si trova ad affrontare un'emergenza abitativa.

"Questi mini alloggi sono una soluzione temporanea, pensata per chi ha ricevuto uno sfratto o si trova ad affrontare un problema che non gli consente, in quel momento, di avere una sistemazione adeguata -  spiega don Barone - L'obiettivo è intervenire nell'immediato, ma soprattutto accompagnare le persone verso una condizione di maggiore autonomia. Ci facciamo carico delle situazioni in collegamento con i servizi sociali del Comune e del Consorzio intercomunale dei servizi sociali (Ciss), per trovare una soluzione definitiva alle famiglie o alle persone che chiedono aiuto".

Non si tratta, quindi, di offrire un alloggio permanente, ma di creare le condizioni affinché chi attraversa un periodo difficile possa ripartire. "L'intento è che queste persone, per così dire, prendano il volo, diventino autonome e sufficienti a se stesse. Gli appartamenti sono una risposta a un bisogno immediato, non una sistemazione per sempre".

La situazione, tuttavia, resta complessa. "Abbiamo una lista d'attesa che fa paura - sottolinea don Barone - è necessario valutare attentamente ogni richiesta, anche attraverso il confronto con gli enti competenti. Le persone che si rivolgono ai servizi di aiuto sono diverse per età, provenienza e situazione familiare. Ci sono nuclei con figli e persone sole, italiani e stranieri, accomunati dalla necessità di trovare una risposta a un momento di emergenza".

Accanto all'accoglienza, c'è anche l'attenzione a responsabilizzare chi riceve sostegno. Per i mini alloggi è previsto un contributo commisurato alle possibilità economiche degli ospiti. "Chiediamo un contributo perché imparino, secondo le loro possibilità, a gestire anche questa spesa - sottolinea - Non è che tutto sia dovuto, altrimenti facciamo assistenzialismo, ma non aiutiamo le persone a crescere e a maturare nella gestione dei propri soldi".

Un altro servizio importante è quello della mensa della Cappuccina, che accoglie mediamente 20-25 persone al giorno a pranzo. Un'attività che risponde al bisogno concreto di mangiare, ma che nel tempo è diventata anche un'occasione di incontro per chi vive in solitudine.

"La mensa sta funzionando bene - racconta don Barone - Ci sono persone che si trovano in un momento di difficoltà, ma anche anziani che vivono da soli e che trovano nel momento del pasto un'occasione per condividere un po' di fraternità".

Il pranzo è accessibile anche a chi non può permettersi di contribuire economicamente. Chi ne ha la possibilità può lasciare un'offerta libera, mentre per gli altri il pasto è completamente gratuito.

A rendere possibile il servizio è una rete di circa 90 volontari, suddivisi tra chi si occupa della cucina, chi segue la logistica e chi provvede al recupero degli alimenti. Una parte importante delle risorse arriva dalla collaborazione con il supermercato Tigros, attraverso il recupero dei prodotti invenduti, in coordinamento con il Ciss. Il Consorzio provvede al ritiro in alcuni giorni della settimana, mentre negli altri intervengono i volontari della mensa. Le eventuali eccedenze vengono messe a disposizione del servizio, evitando che alimenti ancora utilizzabili vadano sprecati.

Alla mensa arrivano anche prodotti avanzati da feste e iniziative private, grazie alla disponibilità di chi sceglie di donarli. "C'è molta solidarietà - osserva don Barone -  ovviamente chiunque abbia alimenti da destinare al servizio può mettersi in contatto con la mensa".

I volontari sono soprattutto persone adulte: alcuni sono in pensione, altri lavorano e dedicano parte del loro tempo a questa attività. Un impegno che permette di mantenere attivo un servizio fondamentale per il territorio.

Tra le difficoltà più sentite c'è anche quella legata al pagamento delle utenze domestiche. Per molte famiglie, infatti, le bollette rappresentano una spesa difficile da sostenere, soprattutto quando si sommano ad altre situazioni di precarietà economica. Anche in questo caso l'intervento avviene valutando le singole situazioni. "Quando il Ciss o il Comune ci segnalano che una persona ha bisogno e che la richiesta è fondata - sottolinea don Vincenzo - interveniamo pagando la bolletta".
Un sostegno mirato, quindi, che si affianca agli altri interventi e che punta a evitare che una difficoltà economica si trasformi in un problema ancora più grave. Le offerte dei cittadini contribuiscono a rendere possibili anche queste forme di aiuto.

Accanto all'attività sociale prosegue anche il progetto di restauro degli affreschi della Collegiata di Domodossola, un intervento che sta riportando alla luce opere di grande valore. Nel mese di novembre è previsto lo smontaggio del ponteggio nella navata destra e il suo successivo trasferimento nella navata sinistra.

"Entro la fine di novembre la navata destra sarà completamente scoperta e si potrà vedere anche lì il capolavoro emerso da questo restauro - anticipa don Barone - Per completare i lavori nella navata sinistra, invece, bisognerà attendere ancora. Secondo le previsioni, non se ne parlerà prima di luglio 2027. Si tratta di un intervento lungo e minuzioso, che richiede tempo e risorse".

Anche la raccolta fondi prosegue, con un obiettivo ancora significativo da raggiungere: mancano circa 350 mila euro. Dopo le iniziative organizzate negli scorsi anni, è stato lasciato un periodo di pausa, anche per non gravare eccessivamente sui cittadini, ma si sta pensando a nuove occasioni per raccogliere contributi. 

Miria Sanzone

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