Attualità - 08 aprile 2021, 19:50

"Fate tornare a scuola i nostri figli. Vogliamo risposte e più impegno da parte delle istituzioni"

L'appello dei genitori degli alunni di seconda e terza media della Valle Vigezzo

"Fate tornare a scuola i nostri figli. Vogliamo risposte e più impegno da parte delle istituzioni"

“La scuola è vita”, si legge su uno dei tanti cartelli esposti all'ingresso della Scuola Secondaria di Primo Grado a Santa Maria Maggiore dalle mamme dei giovani studenti delle classi seconde e terze dell'Istituto.

Un sit-in silenzioso e pacifico, organizzato nel pieno rispetto delle normative anti contagio, per chiedere che non venga rubato il futuro ai ragazzi. Mercoledì 7 aprile infatti sono riprese le lezioni in presenza per gli studenti solo fino alla prima media.

Vogliamo che anche i nostri figli possano riprendere le lezioni a scuola. La scuola in presenza è essenziale. Chiediamo risposte e più impegno da parte delle istituzioni per la riapertura”, spiegano i genitori.

Nulla da dire sul lavoro svolto dagli insegnanti: “Ringraziamo i professori che con la Dad stanno facendo di tutto per assicurare il diritto all'istruzione ai nostri figli. Ma non è scuola: la scuola è fatta di relazioni sociali ed emotive, è il posto in cui i giovani crescono e si formano”. Un altro problema è quello dell'organizzazione: c'è chi, avendo un lavoro, non ha la possibilità di affiancare gli studenti durante le ore di lezione. “E' difficile conciliare lavoro e scuola con entrambi i genitori che lavorano e i nonni che devono essere tutelati”, spiegano. “La scuola e i trasporti sono organizzati nel migliore dei modi, non capiamo per quale motivo i nostri figli non possano rientrare. Così la situazione diventa insopportabile: i ragazzi non hanno più stimoli, si spengono e non hanno più voglia di uscire. Non siamo incoscienti, la situazione è difficile e ne siamo consapevoli ma in Valle Vigezzo sta migliorando per questo motivo chiediamo che la scuola riprenda in presenza anche per i nostri figli. Se chiudiamo le scuole chiudiamo il futuro dei ragazzi”.

Francesca Pinto

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