Economia e lavoro - 11 ottobre 2021, 08:40

Ripresa, anche l'artigianato piemontese si riscopre ottimista

Migliorano tutti i parametri, compresi quelli sulle assunzioni e l'occupazione. Felici: "Ci crediamo, ma il Pnrr deve coinvolgere anche le piccole imprese"

Ripresa, anche l'artigianato piemontese si riscopre ottimista

Dopo quasi due anni d previsioni pesantemente negative, dovute in massima parte alla crisi economica innescata dalla pandemia, la quarta indagine trimestrale congiunturale del 2021 predisposta da Confartigianato Imprese Piemonte torna finalmente a mostrare numeri in ripresa.

In particolare, il saldo delle previsioni della produzione totale torna a essere accompagnato da un segno "più", passando da -27,65% a +1,78%. Anche nell’acquisizione di nuovi ordini, le previsioni chiudono verso l'ottimismo: dal -42,57% dell'ultima rilevazione al +1,04%.

Cala la "fetta" di pessimisti in tutte le categorie

Le stime di carnet ordini sufficienti per meno di 1 mese scendono dal 49,43% al 35,66%; quelle di carnet da uno a tre mesi aumentano dal 38,80% al 43,83%; quelle di carnet superiore ai tre mesi salgono dall’11,77% al 20,51% evidenziando una maggiore fiducia nella possibilità di commesse di lavorazione di medio e lungo periodo.

E si riduce anche la negatività del saldo delle previsioni di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni si riduce, passando dal -44,17% al -30,47%.

Più investimenti per il prossimo anno

Le stime di investimenti per ampliamenti programmati per i prossimi 12 mesi salgono dal 7,77% al 13,22%; le ipotesi di investimenti per sostituzioni aumentano dal 12,29% al 16,49%; coloro che non prevedono investimenti scendono dal 79,94% al 70,29%. Le proiezioni di regolarità negli incassi salgono dal 57,60% al 67,46%, mentre le previsioni di ritardi diminuiscono dal 41,94% al 31,20%.

Sul fronte occupazionale il saldo, pur se ancora negativo, migliora fortemente, risalendo dal -21,83% al -3,87%. E per quanto riguarda le previsioni di assunzione di apprendisti la negatività del saldo si riduce, passando dal -35,38% al -18,57%.

"Crediamo nella ripresa, ma il Pnrr va esteso anche alle piccole aziende"

Gli artigiani – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – credono nella ripartenza. Tuttavia queste previsioni rischiano di rimanere teoriche se non si superano il credit crunch, il costo esorbitante delle materie prime e i ritardi dei pagamenti della P.A., baratri messi sulla strada delle imprese che hanno ripreso a muovere timidamente i loro passi dopo il dramma del lockdown e dei dieci anni precedenti di recessione indotta. Per avviare la ripresa e far sì che le risorse derivanti dal PNRR non vengano utilizzate a meri fini emergenziali, ma di carattere strutturale per dare vita ad uno sviluppo economico durevole, occorrono vere riforme ed il pieno coinvolgimento delle imprese artigiane e delle piccole imprese, il cui modello coniuga sostenibilità sociale, economica ed ambientale”.



Redazione Torino

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