Villadossola - 12 ottobre 2021, 19:30

C'era una volta la Società Industrie Siderurgiche Meccaniche e Affini

La demolizione dello stabilimento siderurgico segna la storia di Villadossola, ex città industriale che dava lavoro a migliaia di persone

C'era una volta la Società Industrie Siderurgiche Meccaniche e Affini

Dopo la Pietro Maria Ceretti cade sotto i colpi della demolizione anche la Sisma. Quella che era stata a lungo la più importante industria siderurgica dell’allora Alto Novarese sta per essere cancellata da una demolizione attesa da anni. E’ la storia recente di Villadossola, per anni definita la Manchester dell’allora Novarese.

I lavori di abbattimento sono già iniziati, a partire dal reparto Bulloneria. Proseguiranno sino a che tutti i capannoni saranno rasi al suolo.

Per questo riproponiamo alcune vecchie foto, scattate nel tempo, quando la Sisma era 'viva' più che mai.

La Sisma (Società Industrie Siderurgiche Meccaniche e Affini) era nata nel 1892  come piccola bulloneria e con pochi dipendenti; tra il primo e il secondo dopo guerra diventò una delle principali industrie siderurgiche italiane.

Una lunga vita di lavoro e occupazione, sino alla crisi industriale che ne ha segnato la fine. Con passaggi dal pubblico al privato: dal Gruppo Egam all’Iri, alla Finsider, quindi al gruppo Leali e infine al gruppo Beltrame. Sino a toccare negli Anni del boom economico un alto numero di dipendenti: nel 1963 erano in tutto 1869. Assieme ad altre industrie di grandi dimensioni (902 dipendenti li contava la Ceretti e 772 la Rhodiatoce) ma anche aziende medie e piccole, Villadossola raggiunse negli Anni Sessanta 4286 occupati dopo aver toccato, nell’immediato secondo dopoguerra il massimo di 5123 lavoratori occupati. Ricordiamo, per fare una proporzione, che il censimento del 1961 attribuì alla città 7189 abitanti.

All’inizio degli Anni Ottanta la Sisma vide iniziare la discesa della sua forza lavoro stabilizzatasi a 1031 unità nell’anno 1985. Per poi scemare ancora sino alla chiusura definitiva nel 2014.

 

Renato Balducci

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