Confine - 02 maggio 2022, 17:20

"Svizzera e Italia unite nell'innovazione". Poi le richieste su black list e accordo frontalieri

VIDEO. All'inaugurazione della House of Switzerland prove di cooperazione con l'esperienza sull'ex area Expo e lo sguardo in Ticino. Sul finale il presidente elvetico Cassis chiede di togliere il Paese dalla lista nera: «È ancora presente senza ragione», il ministro Di Maio scherza con lui sull'accordo frontalieri: «Ora lo portiamo a cena e gli spieghiamo come concludere questo percorso»

"Svizzera e Italia unite nell'innovazione". Poi le richieste su black list e accordo frontalieri

L'innovazione unisce Svizzera e Italia, che insieme si sentono "a casa". The House of Switzerland, per la precisione, oggi inaugurata dal presidente elvetico Ignazio Cassis: presenti anche il governo ticinese, i ministri italiani Luigi Di Maio e Vittorio Colao, il presidente della Regione Attilio Fontana, il sindaco di Milano Beppe Sala. 

Un pubblico che ha seguito con attenzione tutte le fasi di questa giornata, culminata nell'inaugurazione di questa piattaforma temporanea di networking e comunicazione ideata per promuovere la visibilità della Svizzera all’estero e rafforzare le relazioni con i partner europei. La sede è la Casa degli Artisti di via Tommaso da Cazzaniga all'angolo di corso Garibaldi 89/A e fino al 12 giugno ospiterà 30 eventi tematici ed esposizioni temporanee, offrendo al pubblico tavole rotonde, incontri ufficiali, workshop, proiezioni di film e molto altro ancora su innovazione, sostenibilità, arte e cultura.  

«Mi piace pensare a questa casa come a un incubatore di idee. I punti che ci uniscono sono molti. – ha affermato il presidente della Confederazione Svizzera Ignazio Cassis - Sono certo che anche questa “casa” si riempirà sia dei duraturi legami già da tempo esistenti tra i nostri due Paesi, sia di nuovi e stimolanti incontri, i cui temi spazieranno dall’innovazione alla sostenibilità, dall’arte e alla cultura. Senza tralasciare l’economia, con suoi i forti scambi di merci e servizi, che raggiungono più di un miliardo di franchi la settimana». Proprio perché però i rapporti sono così solidi e la Svizzera sta lavorando in ulteriore sintonia, Cassis ha rimarcato un aspetto: sarebbe ora che venisse tolta dalla black list: «È ancora presente lì senza ragione. Non ci cambia la vita, ma sarebbe bello toglierla».

Redazione Varese

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