Attualità - 24 giugno 2022, 17:50

“L'adeguamento alla Masone non apporta benefici in termini di mitigazione della pericolosità all’abitato di Pallanzeno''

Lavori sul Toce, la risposta dell'ufficio tecnico della Regione: ''Inoltre non rende il ponte compatibile al passaggio della piena bicentenaria”

“L'adeguamento alla Masone non apporta benefici in termini di mitigazione della pericolosità all’abitato di Pallanzeno''

La Direzione Opere Pubbliche, Difesa del suolo, Protezione Civile, Trasporti e Logistica della Regione risponde in merito alla “mancata realizzazione a Pallanzeno e Vogogna degli interventi sul fiume Toce affidati ai Comuni ed alla Provincia del VCO” e sulla segnalazione delle condizioni di pericolosità per l’alveo del fiume Toce.

Facendo seguito alla nota trasmessa da Codesto Comune in data 14/06/2022 ns. prot. n.25079, con la presente occorre precisare e ribadire quanto segue.

Come noto, negli anni passati, a seguito della redazione di diverse progettazioni da parte di AIPO per l’attuazione dell’assetto di progetto previsto dal PAI – Variante alle fasce fluviali del fiume Toce, nei comuni di Pallanzeno e Vogogna, nell’ottica di trovare una soluzione che fosse finalmente condivisa tra i vari Enti interessati, la Provincia del VCO, congiuntamente con i comuni interessati, aveva avanzato una ipotesi di intervento alternativa.

Tale proposta aveva posto come prioritario l’adeguamento della sezione di deflusso del ponte della S.P. in loc. Masone nel comune di Vogogna e aveva altresì indicato gli interventi da attuarsi nei comuni di Pallanzeno e Vogogna. Al fine di poter comprendere l’efficacia della proposta progettuale in termini di mitigazione delle condizioni di pericolosità e di rischio, la Provincia del VCO, in qualità di Ente capofila, aveva quindi commissionato un approfondito studio idraulico finalizzato alla valutazione degli effetti indotti dalle opere ipotizzate.

L'approfondimento condotto ha analizzato i seguenti scenari:

Stato di fatto – Scenario 0: stato dei luoghi al momento dell’affidamento dello studio.

Stato di progetto – Scenario 1: allargamento della luce del ponte della Masone in sponda destra con rifacimento del tratto arginale corrispondente, disostruzione delle luci in sinistra, abbassamento del fondo localmente in corrispondenza del ponte e per 40-50 m a monte e valle dello stesso.

Stato di progetto – Scenario 2: scenario 1 con eliminazione dell’area di espansione in sponda destra in corrispondenza della Cartiera, intervento di arginatura in comune di Vogogna.

Stato di progetto – Scenario 3: scenario 2 con eliminazione dell’isola posta alla confluenza tra il canale Enel e il fiume Toce.

In particolare, gli approfondimenti condotti, così come risulta dallo studio presentato in data 11/02/2021 hanno quindi sostanziato tecnicamente che l’intervento di adeguamento del ponte della Masone (scenario 1):

  • -  non apporta benefici in termini di mitigazione della pericolosità all’abitato di Pallanzeno. In caso di nuovo evento alluvionale, l’abitato verrebbe interessato dai deflussi associati alla piena di riferimento con la stessa intensità e frequenza di quanto avviene oggi in assenza dell’opera di adeguamento del ponte;

  • -  non rende il ponte compatibile al passaggio della piena bicentenaria. L’ampliamento della campata in sponda destra comporterebbe una variazione delle condizioni di esercizio transitorio in quanto determinerebbe una riduzione del livello idrico della piena duecentennale di 20 cm circa rispetto allo stato attuale ma tale risultato non consentirebbe comunque di superare la condizione di criticità idraulica del ponte già segnalata da Autorità di bacino. Il ponte rimarrebbe pertanto un’opera interferente.

Inoltre, relativamente al sovralluvionamento dell'alveo occorre altresì mettere in evidenza che lo studio della Provincia ha dimostrato che il beneficio indotto dall'asportazione della barra fluviale o isolotto creatasi dall’accumulo dei sedimenti in corrispondenza della confluenza del canale ENEL con il Fiume Toce (scenario 3), è del tutto trascurabile sui livelli di piena associati ad un tempo di ritorno di duecento anni.

Si rammenta inoltre che la Regione aveva proceduto ad una specifica campagna di rilievi nel 2012, su tutto il tratto fasciato del corso d'acqua, dalla quale era emerso che il fiume Toce era caratterizzato da un trend deposizionale esclusivamente nel tratto Domodossola-Masera a fronte di un trend stabile o in approfondimento sull'intero corso d'acqua. Nel corso degli anni infatti sono state effettuate anche opere di consolidamento delle pile dei ponti della Ferrovia alla confluenza Torrente Anza – Fiume Toce e dello stesso ponte della Masone, oggetto di forti erosioni e sottoescavazioni.

Ad oggi, visto il tempo trascorso e considerato che nel 2020 si è verificato un evento alluvionale signficativo, potrebbe essere utile in effetti effettuare una nuova campagna di rilievi e di ri-verifica delle sezioni d’alveo, ma preme sottolinerare che la situazione di apparente sovralluvionamento evidenziata dalle foto potrebbe anche essere legata alla situazione attuale caratterizzata da una forte carenza di riscorsa idrica, che mette in luce anche accumuli di materiale litoide normalmente sommersi dal regime idrico ordinario del Fiume Toce e che non modificano in modo significativo l’officiosità idraulica del corso d’acqua.

È doveroso infine ricordare che per quanto attiene l’asportazione di materiale litoide lungo l’asta del Fiume Toce, tale attività deve rientrare in ogni caso nelle disposizioni di cui alla Direttiva Sedimenti adottata con deliberazione dell’Autorità di Bacino del Fiume Po n° 9/2006 “Direttiva tecnica per la programmazione di interventi di gestione dei sedimenti degli alvei dei corsi d’acqua” – artt. 6, 14, 43 e 42 delle Norme di attuazione del PAI, che prevede la redazione di un programma di gestione dei sedimenti degli alvei secondo criteri definiti dall’art. 5 della stessa direttiva, aggiornati dalla Regione Piemonte con la recente DGR n° 2- 4514 del 31 dicembre 2021.

Inoltre il tratto di Fiume Toce a valle dello stabilimento HYDROCHEM di Pieve Vergonte fino alla confluenza con il Lago Maggiore è tuttora inibito a movimentazione ed asportazione di materiale litoide, fino alla completa bonifica dello stabilimento che è tuttora in corso.

Si condivide e si concorda in merito alla necessità di procedere con il disalveo del materiale accumulatosi a monte del ponte della Masone in sponda sinistra, che occlude completamente la luce utile di deflusso del ponte stesso e per il quale l’Amministrazione Provinciale aveva comunicato da alcuni anni, di avere fondi a disposizione per tali interventi di manutenzione che, allo stato attuale, non risultano impiegati neppure per la redazione di un progetto preliminare. A tal proposito si ricorda che trattandosi di un intervento in corrispondenza di una importante opera viaria di attraversamento quale è il Ponte della Masone, esso potrebbe andare in deroga al quantitativo di 10.000 mc. di materiale da asportare di cui all'art. 5 della "Direttiva Sedimenti" così come indicato nella recente DGR n. 2-4514 del 31 dicembre 2021 e relativo allegato tecnico e costituirebbe un intervento importante per il ripristino dell'officiosità idraulica del corso d'acqua nel tratto in questione.

Tutto ciò posto, si precisa e ribadisce pertanto che, come già più volte evidenziato in precedenti comunicazioni, gli elementi conoscitivi derivanti dai recenti approfondimenti condotti forniscono, ad oggi, i dati tecnici di riferimento per indirizzare e supportare le scelte che la scrivente Direzione è tenuta ad effettuare per l’utilizzo dei fondi a disposizione.

Si segnala infine che, eventuali ulteriori studi di pari o superiore livello di approfondimento che si dovessero rendere disponibili nel tempo, verranno presi adeguatamente in considerazione per l’utilizzo e la programmazione dei fondi che si renderanno disponibili in futuro.

Il Direttore

Salvatore Martino Femia

Il Dirigente del Settore Difesa del Suolo

Gabriella Giunta

Il Dirigente del Settore Tecnico di Novara Verbania

Mauro Spanò



C.S.

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