Attualità - 30 giugno 2022, 18:30

Domani il voto dei sindaci sul riassetto ospedaliero del Vco

La rappresentanza Asl si pronuncia sulla proposta della regione: ci sono tutte le premesse per nuove divisioni

Domani il voto dei sindaci sul riassetto ospedaliero del Vco

Domani i sindaci dell’Asl Vco si riuniscono, in Provincia, per votare sul riassetto ospedaliero proposto dall’ultimo piano Ires (edilizia sanitaria). Senza un minimo denominatore comune. Non soltanto fra Ossola e resto del territorio. I sindaci del Verbano presenti alla riunione del Distretto sanitario di martedì non hanno trovato un’intesa.

“Purtroppo – informa il presidente e sindaco di Gignese, Luigi Motta – ci siamo divisi tra chi è favorevole ai due ospedali e chi è per l’ospedale unico. Da tecnico, il mantenimento del Castelli e del San Biagio, non mi sembra la soluzione ottimale. Oltretutto rimane il vincolo di un solo Dea imposto dalla Legge Balduzzi. Con due ospedali si accentuerebbero le difficoltà di trovare medici disposti a venire da noi”.

“L’idea dell’ospedale del Lago e di quello della Montagna – dichiara Silvia Marchionini aprendo la conferenza stampa congiunta con Giovanni Battista Finocchiaro De Lorenzi, presidente del Consiglio comunale – è vecchia di 10 anni, ne sento parlare dal 2014. I due Dea avrebbero bisogno di 36 medici, ne abbiamo 12. Il documento sul quale siamo chiamati a votare è generico non indica le risorse. Dei 200 milioni annunciati in tv da Cirio e dal consigliere Preioni al termine della riunione del 23 maggio in provincia ci sono solo nelle loro dichiarazioni”.

La Regione, inoltre, avrebbe già deciso per il mantenimento dei due ospedali, come emerso nelle scorse settimane. Ci sono tutte le premesse per un nuovo voto divisivo. “Non ci stiamo – commenta Marchionini – a fare la figura degli immaturi divisi, come ci ha tacciato Cirio nella famosa assemblea del 2019. Per questo abbiamo organizzato un dibattito lunedì 4 a palazzo Flaim. Non per contarci. Non ci importa se ci sarà tanta gente o meno. È chiaro che il cittadino comune, soprattutto se ha bisogno, vive il disagio con rassegnazione. Intendiamo chiedere rispetto per un territorio che non l’ha avuto. Prima era soltanto il Verbano. Ma adesso è l’intero Vco”.

Redazione

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