Vigezzo - 21 agosto 2022, 14:00

Dedicato alla Madonna di Re un quadro per ricordare la fondazione del Parco Val Grande

Sarà consegnato oggi dall'ex presidente dell’Ente, Franca Olmi, e dall’ex sindaco di Cossogno, Rosanna Boldini, in occasione della Messa per il centenario della basilica

Dedicato alla Madonna di Re un quadro per ricordare la fondazione del Parco Val Grande

Il 21 agosto è la festa del centenario della Basilica di Re e la domenica delle rose. Oltre alla posa della “Rosa d’Oro” davanti all'affresco della Madonna al termine della Messa che sarà celebrata alle 16.30 dal Vescovo di Novara monsignor Franco Giulio Brambilla, ci sarà un altro dono.

L'ex presidente dell’Ente Parco Val Grande Franca Olmi e l’ex sindaco di Cossogno Rosanna Boldini doneranno un quadro in ricordo dell’istituzione nel 1994 del Parco, di cui è patrona proprio la Madonna di Re. Nel quadro sono ricamate tre rose in ricordo della istituzione dell’ente avvenuta 500 anni dopo il Miracolo di Re. Franca Olmi quando fu la prima  presidente del Parco prese l’iniziativa di dedicarlo alla Madonna di Re, poi condivisa da autorità e popolazione e concretizzata il 4 ottobre 1998.

L'oggetto delle rose dei due doni vuole essere un richiamo all''affresco della Madonna di Re che raffigura con con uno stile romanico bizantineggiante una delle Madonne del latte assai diffuse nel periodo tra il XIII e il XIV secolo. Seduta in trono con Gesù Bambino benedicente sulle ginocchia la Madonna è rappresentata nella sua funzione di madre nutrice del Figlio di Dio, nella mano destra mostra tre rose il “fiore dei vergini” e il simbolo del Rosario.


Ai piedi dell'immagine un cartiglio annunzia il significato teologico della missione di Maria “In gremio Matris sedet Sapientia Patris” (in grembo alla madre sta la sapienza del padre).

La devozione popolare vedeva anche nel seno della Vergine un segno di protezione e di buon auspicio rivolto alle puerpere in tempi in cui non si trovavano sostituti del latte materno.


Il pittore della Madonna di Re è anonimo. “A preferenza di altri pittori celebri è stato scelto dalla provvidenza – spiegano i padri oblati nella guida al santurario - a “creare” un'immagine che sarà strumento di grazia e avrà larga diffusione in Italia e all'estero”. Soprattutto nelle case della Valle Vigezzo, della Valle Cannobina, del Lago Maggiore e del Canton Ticino l'immagine della Madonna del sangue ha un posto d'onore appare su molti muri esterni delle abitazioni.

Mary Borri

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