Viabilità e trasporti - 29 dicembre 2022, 19:00

''Merci pericolose al Sempione: il Consiglio federale gioca col fuoco''

L'Associazione 'Iniziativa delle Alpi' preoccupata: ogni anno 11 mila carichi a rischio transitano ai 2.000 metri del passo tra Vallese e Ossola

''Merci pericolose al Sempione: il Consiglio federale gioca col fuoco''

’Il Consiglio federale gioca col fuoco’’. E’ polemicamente dura la reazione dell'associazione ‘’Iniziativa delle Alpi’’ inquieta perché il Consiglio federale lascia ancora una volta in forse l’attuazione per un possibile divieto del trasporto di merci pericolose al passo del Sempione, tra Val d'Ossola e Canton Vallese.

Tre membri del Comitato dell’Iniziativa delle Alpi hanno interrogato il Consiglio federale  che ha risposto che ‘’la decisione sarà comunicata nel primo trimestre del 2023’’. Da qui la critica di ‘Iniziativa delle Alpi’ sulla mancanza di trasparenza sulla tabella di marcia del Vallese e l’assenza di criteri di valutazione.

Ogni anno 11.000 automezzi pesanti carichi di merci pericolose transitano dal Passo del Sempione. ‘’Un solo incidente su questa strada, che culmina a 2’000 metri sul livello del mare – dice Christophe Clivaz, consigliere nazionale vallesano dell’Iniziativa delle Alpi -  , metterebbe in pericolo la salute dei residenti, l’incolumità degli altri utenti della strada, le acque sotterranee e la fauna e la flora di un’intera regione. Questa situazione è tanto più aberrante in quanto l’alternativa esiste già: il tunnel ferroviario che collega Briga a Iselle in Italia. Peggio ancora, il caso del passo del Sempione è un’eccezione poiché, per motivi di sicurezza, tali trasporti sono già vietati sugli altri assi transalpini: il Gran San Bernardo, il Gottardo e il San Bernardino’’

Va ricordato che nell’agosto 2022, Iniziativa delle Alpi aveva inoltrato alla Cancelleria del Vallese la sua petizione «Stop al trasporto di merci pericolose attraverso il passo del Sempione». Erano state raccolte 4’769 firme che hanno invitato il Canton Vallese a schierarsi dalla parte della popolazione locale e dell’ambiente, e non dell’industria chimica.’’

 

Renato Balducci

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