Scuola - 19 marzo 2023, 16:00

Craveggia, i bambini delle scuole alla scoperta dell'acqua ferruginosa

L’escursione rientrava nel progetto di Istituto dal titolo “Una scuola ecologica” con l'approfondimento dedicato all'acqua

Craveggia, i bambini delle scuole alla scoperta dell'acqua ferruginosa

I bambini delle scuole di Craveggia alla scoperta dell'acqua ferruginosa. Nei giorni scorsi i giovani studenti della scuola dell'Infanzia e della Primaria di Craveggia, hanno partecipato ad una piccola escursione alla scoperta delle tipicità del proprio paese.

L’escursione rientrava nel progetto di Istituto dal titolo “Una scuola ecologica”, con l'approfondimento dedicato all'acqua “Acqua oro blu”. E così le scuole di Craveggia hanno pensato di iniziare questo percorso partendo dalla conoscenza di una peculiarità propria di questo territorio, ovvero l’acqua ferruginosa.

Accompagnati dal giornalista e studioso vigezzino Marco De Ambrosis, i bambini hanno potuto scoprire la storia e le caratteristiche di questa fonte, che fu scoperta da Pietro Zani nel 1891. Nato a Craveggia nel 1844, grande ricercatore di minerali (tanto da meritarsi il soprannome di Pedar Mineràl) a Pietro Zani si deve appunto anche la paternità del rinvenimento della sorgente ferruginosa. Fino al 1978, sotto una casupola con il tetto in piode che sorge a lato della bella mulattiera che sale da La Vasca, fuoriusciva infatti ad una temperatura di circa 12 gradi e con una portata di 2 litri al minuto un’acqua minerale ricca di carbonato di ferro, limpida, incolore e inodore e dal sapore astringente che al contatto con l’aria formava un velo iridescente dovuto al biossido di manganese di cui abbondano le rocce circostanti.

La sorgente, spazzata via dall’alluvione del 7 agosto 1978, è stata ripristinata grazie ai lavori realizzati nei primi anni Duemila dal Comune di Craveggia, con l'inaugurazione avvenuta il 23 aprile 2005. In particolare i lavori hanno visto il rifacimento e il consolidamento in pietrame e legno del fabbricato che ospitava la sorgente e infine il ripristino della portata idrica in questo luogo storico di ritrovamento. Un’operazione tutt’altro che semplice: dopo infatti numerosi sopralluoghi e rilievi è stata alla fine individuata una nuova sorgente con caratteristiche identiche a quella rinvenuta da Pedar Mineral, a circa 250 metri di distanza dallo stabile ristrutturato.

L’escursione si è conclusa con una visita da vicino al rio Vasca, in questo grande periodo di siccità, particolarmente in secca. Una lezione all'aria aperta che i bambini hanno apprezzato, consci del fatto che occorre mantenere alta l’attenzione sul tema della crisi idrica ed evitare gli sprechi dell’oro blu.


Francesca Pinto

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