Politica - 21 settembre 2023, 14:59

Regionali, il centrosinistra fa la conta: ancora out Moderati e M5s

L’appello del segretario Pd Rossi: “Percorso aperto a tutti coloro che con noi condividono la necessità di far cambiare rotta al Piemonte”. Ma il M5s prende tempo e i Moderati non rispondono (per ora)

Regionali, il centrosinistra fa la conta: ancora out Moderati e M5s

Campo largo, ma con il passare delle settimane non così largo. Anzi, per il momento sempre lo stesso. E’ quello che emerge dall’ultima riunione di coalizione di centrosinistra, andata in scena ieri in via Coppino, sede del Pd Piemonte.

Gli alleati si sono seduti intorno a un ipotetico tavolo e, a oggi, sono gli stessi anche dopo la pausa estiva: Pd a tirare le fila, Sinistra italiana, Europa Verde, Più Europa, radicali, Partito Socialista Italiano, Lista Civica Monviso, Demos, Torino Domani, Sinistra Ecologista, Possibile, Volt e Centro Democratico. Spiccano ancora una volta i grandi assenti: Moderati e M5s.

I primi glissano, non rispondono, in alcune circostanze affermano addirittura di non aver ricevuto inviti ufficiali. Insomma, prendono tempo. I secondi invece lo dicono chiaramente: ascoltare la proposta sì, ma non ora. I tempi non sono maturi.

Peccato che la sabbia scenda abbastanza velocemente nella clessidra di un centrosinistra chiamato a “rimontare” il centrodestra. Lo stesso segretario Pd Rossi aveva delineato con l’autunno (che inizia ufficialmente domani) il termine ultimo per scegliere il candidato. A un giorno dall’inizio della stagione cruciale, la coalizione non è ancora definita.

Chi è della partita però non ha intenzione di stare con le mani in mano, anzi: la riunione di coalizione è servita per delineare alcun punti fondamentali. “Nei prossimi giorni costruiremo una carta dei valori, il punto di partenza per la costruzione di un programma condiviso così come condivideremo tempi e  metodi per l’identificazione del candidato o della candidata Presidente” fa sapere Domenico Rossi.

Poi l’appello, ancora una volta: “Ribadiamo che si tratta di un percorso aperto a tutti coloro che con noi condividono la necessità di far cambiare rotta al Piemonte, sempre più in crisi, che invecchia sempre di più e cresce sempre di meno. Nulla è definito a priori e tutto si può decidere insieme. Il nostro è un cantiere aperto e non una casa già costruita”. Difficile essere più chiari di così.

Il M5s attende, aspetta. Si fa quasi desiderare.“Quando il confronto al nostro interno sarà completato, potremmo valutare di sederci al tavolo ad ascoltare le proposte” è il messaggio che arriva degli ambienti pentastellati. Priorità quindi ai gruppi territoriali, con un calendario fitto di riunioni. Il centrosinistra aspetterà. Quanto lo deciderà la coalizione. Un candidato civico accelererebbe questo processo, uno politico lo renderebbe quasi impossibile.

Nessuna notizia invece dai Moderati, ma ogni assenza e silenzio è un segnale verso una virata a (centro)destra. Un’ eventualità che, se confermata, confermerebbe gli attuali confini politici della coalizione che si appresta a giocare la partita contro Cirio.

Una coalizione che comunque non s’arrende e ribadisce a gran forza l’appello:  A livello nazionale la collaborazione nella lotta al lavoro povero rappresenta un laboratorio che può facilitare l’incontro delle forze politiche su alcuni temi al centro di un programma condiviso anche in Piemonte. Analogamente nel contesto del Consiglio Regionale tanti temi hanno visto lavorare insieme le forze di centrosinistra: difesa della sanità pubblica, tutela del suolo, trasporto pubblico, diritto allo studio, difesa della norma sul Gioco d’Azzardo Patologico e della Legge 194”.

“Siamo certi che i punti in comune siano maggiori e più forti di ciò che ci divide”.

Andrea Parisotto

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