Territorio - 22 aprile 2024, 17:13

Cava Lorgino, ultimi atti nella procedura di impatto ambientale

L'azienda di Crevoladossola ha presentato le contro-repliche alle osservazioni ma Italia Nostra è critica: ''Solo un atto autocelebrativo, occorre rispetto del territorio''

Cava Lorgino, ultimi atti nella procedura di impatto ambientale

Si va verso la fase finale nella conferenza di Valutazione d’impatto ambientale per la cava Lorgino.  Nei giorni scorsi l'Azienda estrattiva di Crevoladossola ha prodotto un nuovo documento per replicare alle ultime osservazioni formulate.

Come è noto, l’ampliamento della cava viene contestato dalle associazioni ambientaliste e dal comitato locale ‘Conserviamo Crevoladossola’.

La presentazione della documentazione fatta dall’azienda è ritenuta da Italia Nostra Vco solo ‘’ un'autocelebrazione delle virtù aziendali ottenute da quella miniera di marmo di Crevoladossola, vera fonte primaria delle fortune aziendali che dovrebbero essere niente affatto modesti. A che pro, dunque, è stato prodotto questo documento che poco o nulla riveste di importanza rispetto l'oggetto dell'esame in corso? L'intento sembra quello di un avvertimento a fronte di un possibile, ma improbabile, infausto esito della Conferenza’’

Italia Nostra afferma che ‘’nessuno si è mai messo in testa di riuscire a fermare l'attiva estrattiva di Cava Lorgino, non è una cosa che può avvenire dalla sera alla mattina. Quello che invece si chiede è che l'attività si svolga con l'impatto ambientale minore possibile. Ora, ritenere che la continua crescita della quantità e della velocità estrattiva possa essere compatibile con la sostenibilità ambientale non pare proprio lo sia. Abbiamo più volte sostenuto che la conservazione nel tempo della capacità estrattiva della risorsa fosse, questa sì, nell'interesse del territorio, non certo il suo esaurimento a breve-medio termine per effetto di una voracità estrattiva sempre crescente. L'Azienda che cosa rimarrà dopo di lei e non per effetto di improbabili dinieghi amministrativi, ma per effetto del suo modo di operare. Se l'Azienda è buona, è sostenibile, non è energivora oltre modo, lo dimostri con le buone pratiche estrattive, con il rammendo del territorio che erode, con uno stop alla crescita della velocità e quantità estrattiva, apprestandosi ad abbassare la curva della crescita costante nel nome del rispetto che deve a un territorio da cui viene la materia che trasforma in ricchezza per sé prima che per altri’’.

Renato Balducci

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