Sabato 8 novembre al monumento dei caduti di Croveo di Baceno si è svolta la commemorazione dei caduti alla presenza del sindaco Andrea Vicini, del parroco di Baceno don Davide Gheza, della polizia locale, del comandante dei carabinieri della stazione di Crodo, degli Alpini con diversi labari delle sezioni della zona e della banda musicale di Baceno.
Don Davide ha letto la preghiera e ha benedetto i caduti. Gli Alpini hanno posato la corona tricolore d’alloro e hanno fatto “l’appello” chiamando ad uno ad uno i 10 nominativi dei caduti della Prima guerra mondiale e i 9 caduti della Seconda guerra mondiale. La banda ha iniziato la cerimonia con l’Inno nazionale di Mameli, poi suonando la leggenda del Piave e la marcia del Grappa.
Il sindaco Vicini: “Ci troviamo come ogni anno al monumenti dei caduti, luogo profondamente carico di significati, dove i nomi ancorati alla pietra del monumento parlano di vite spezzate, di sacrifici e di coraggio. Il 4 novembre, che celebriamo a distanza di qualche giorno, è il giorno dell’unità nazionale e delle forze armate, ma è anche soprattutto il giorno di memoria condivisa. Nel giorno in cui l’Italia si guarda indietro per ricordare chi ha dato tutto per la patria, ma anche per guardare avanti con la consapevolezza che la pace, la libertà e la democrazia di cui tutti noi oggi beneficiamo, non sono conquiste scontate, trovarci qui serve a fare memoria, non significa soltanto ricordare il passato, significa assumersi una responsabilità verso il presente, significa trasmettere alle nuove generazioni il senso di ciò che è accaduto, perché nessun sacrificio venga dimenticato e nessuna guerra venga più accettata come inevitabile. In questi tempi in cui in tutto il mondo è ancora sotto conflitti e divisioni, la memoria nel nostro animo è più forte. La pace si costruisce giorno dopo giorno con il dialogo, il rispetto, la solidarietà tra popolazioni e persone. Che il ricordo di chi è caduto per la nostra libertà sia per tutti noi un impegno a custodire l’unità, la democrazia e la pace così che il sacrificio di quei nomi che abbiamo letto, non resti solo nella pietra, viva nei nostri gesti e nel nostro modo di essere comunità”.








