Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è recato a Crans-Montana, sul luogo della strage avvenuta nella notte di Capodanno, dopo un incontro a Sion con le autorità svizzere per fare il punto sulla situazione, in particolare sui dispersi e sull’identificazione delle vittime. Il bilancio aggiornato parla di 47 morti e 112 feriti, con tre persone ancora non identificate.
Secondo quanto riferito dal ministro, sei cittadini italiani risultano dispersi, mentre tredici connazionali sono rimasti feriti. Tre di loro sono già stati trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano, centro specializzato per i grandi ustionati, e un altro è in arrivo.
«Abbiamo messo a disposizione le nostre strutture sanitarie e anche la polizia scientifica per collaborare nell’identificazione delle vittime», ha spiegato Tajani, sottolineando come siano già stati effettuati decine di interrogatori. «Qualcosa non ha funzionato – ha aggiunto – e spetterà alla magistratura accertare le responsabilità: è la prima cosa che ho chiesto al procuratore generale».
Il ministro ha espresso forti perplessità sull’utilizzo di fuochi d’artificio all’interno del locale: «Non conoscevo il bar, ma l’uso di fuochi pirotecnici, anche di piccole dimensioni, in un ambiente chiuso come quello mi sembra una scelta poco responsabile».
Definendo quanto accaduto una “tragedia immane”, Tajani ha spiegato di aver visto immagini drammatiche e, dopo aver deposto un mazzo di fiori, di voler incontrare le famiglie delle vittime. «Stanno arrivando psicologi dalla Valle d’Aosta e medici dalla Lombardia – ha concluso –. L’Italia è qui per garantire la massima disponibilità e collaborazione».





