Sanità - 11 gennaio 2026, 17:10

Il Comitato Salute: "Chiedere l'ennesimo parere al Politecnico? Una sceneggiata"

"Tra decisioni ribaltate, finzioni politiche e scelte contestate, il rischio è un ospedale già nato fuori tempo e fuori mano"

Il Comitato Salute: "Chiedere l'ennesimo parere al Politecnico? Una sceneggiata"

E così “la frittata è servita”.
E, come nel Gioco dell’oca, si torna al punto di partenza.
Sono finiti i balletti stucchevoli e le inerzie subite o volute.
Sono finite le illusioni dei tanti che puntavano su soluzioni diverse (persino diverse tra loro…).

Tutto inutile, solo tempo perso

Dopo l’insulso e prepotente ribaltamento nel 2019 delle democratiche decisioni della maggioranza dei Sindaci e dei Consigli comunali, che nel novembre 2015 firmarono il “Protocollo d’intesa” per Ornavasso, si è lavorato con grande alacrità pur di non fare nulla.

E ora, voilà! Dal cilindro del prestigiatore salta fuori la novità, che tale non è, e non è mai stata.
Da tempo, ormai, era molto chiaro che su questa soluzione – e solo su questa – si stava lavorando. Era tutta una pietosa finzione la proposta dell’assessore perché “si facessero avanti i Comuni che intendevano candidarsi a sede del nuovo ospedale”. Era evidente da tempo immemore che l’unico vero problema era costituito dalle divisioni interne al centrodestra regionale, che era complicato comporre.

E, come sempre avviene in questi casi, la soluzione inventata doveva – per forza di cose – essere indigesta a tutti quelli che sostenevano da anni l’ipotesi più logica e funzionale.
Ma, si sa, la politica difficilmente arriva fin lì.

Si è tentato di nascondere la propria incapacità con la sceneggiata di affidare al Politecnico la responsabilità tutta politica di individuare l’area migliore per costruire l’ospedale.

E così una località già nota diventa persino baricentrica. Ma a cosa, a chi? Non si sa. Forse si dimentica che nel 2007 un referendum provinciale aveva bocciato questa localizzazione. Ma tant’è, perché si sa che la prepotenza non ha limiti.

Ma è forse lo stesso Politecnico che nel 2021 aveva decretato che la soluzione dei due ospedali era ottima? Doveva solo dire di sì all’idea della Giunta o avevamo capito male noi?

Ci ritroviamo quindi, forse unico esempio in Italia, con un capoluogo di provincia che avrà il proprio ospedale di riferimento a 35 km di distanza in un’area che ospita il 30% della popolazione residente, mentre l’area più densamente popolata della Provincia, con 100 mila residenti e frequentata annualmente quasi 3 milioni di turisti, ne rimarrà priva.

Ma Verbania risulta baricentrica anche a Borgomanero, che dista 42 km, e a Omegna che ne dista solo 21 km: che può succedere? Vi dice nulla tutto ciò? Che futuro può avere un nosocomio così fuori mano? È evidente che questo ospedale nasce già morto. Soldi buttati.

Bravi, ottima soluzione

E il sindaco di Verbania quali conclusioni trae da questa fantastica esperienza? Pare impossibile che non sapesse da tempo quello che in tanti avevano già capito? Come mai non è riuscito a convincere chi di dovere che il VCO non poteva e non doveva essere penalizzato così? Quale tipo di città si appresta a governare nei prossimi anni? E quale tipo di Presidente della Provincia del VCO potrà essere con una struttura così decentrata e fuori mano, che non è nemmeno servita dal servizio pubblico di trasporto?

Già oggi – grazie a un insulso campanilismo e a una clamorosa incapacità politica a decidere – molti cittadini del Cusio, ma non solo, si rivolgono già a Borgomanero. Sperate forse che, con la prospettiva di avere un giorno un nuovo ospedale così fuori mano e difficile da raggiungere, questi siano invogliati a fare una scelta diversa?

Ma qualcuno si è accorto che, grazie agli investimenti fatti o in via di realizzazione, l’ospedale di Borgomanero richiama una mobilità attiva i cui costi stanno svenando la ASL 14? Eppure, basterebbe guardare i bilanci, ma pare che questo non interessi nessuno o, peggio, che non siano in grado di capirli.

Ma non è finita, perché esiste anche un pericoloso e letale rischio in più. Non è improbabile che – magari non subito – i Comuni del basso Cusio siano tentati di uscire dall’ASL del VCO per confluire nell’ASL di Novara, mettendo così a rischio anche la sostenibilità economica e l’organizzazione dei servizi sociali e assistenziali. Quindi, non solo aumenterà la mobilità passiva, ma salterà anche il bilancio socioassistenziale dell’ASL.

E avremo fatto bingo!!!

Comitato Salute Vco

comunicato stampa

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU