Digitale - 13 gennaio 2026, 18:05

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: Una Figura Chiave per la Sicurezza sul Lavoro in Italia

In Italia, la Sicurezza sul Lavoro è un tema di primaria importanza regolato da normative che individuano precise responsabilità. Tra queste spicca il ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), figura istituita per garantire l’identificazione e la gestione dei rischi lavorativi. Introdotto nel 1994 e ulteriormente disciplinato nel 2008, l’RSPP coordina le attività preventive in azienda, collaborando con il Datore di Lavoro e altre figure professionali. L’articolo approfondisce le funzioni, le responsabilità, i requisiti formativi e le modalità operative di questa figura, mettendo in luce la sua rilevanza nel sistema italiano di tutela della salute nei luoghi di lavoro.

Origini e Normativa di Riferimento

L’istituzione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione trova le sue radici nel decreto legislativo n. 626 del 1994, emanato per allineare la normativa italiana alle direttive europee in materia di Sicurezza sul Lavoro. Successivamente, il D.Lgs. 81/2008 ha definito in modo più preciso le funzioni, i requisiti e gli obblighi legati a questa figura, consolidandone il ruolo all’interno dell’organizzazione aziendale.

L’RSPP è formalmente nominato dal Datore di Lavoro e deve possedere competenze tecniche adeguate a gestire i rischi specifici del contesto lavorativo in cui opera. Tale scelta è vincolante e non può essere delegata, confermando l’importanza strategica di questa funzione nel sistema di prevenzione.

Compiti e Collaborazioni: Il Cuore dell’Attività dell’RSPP

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ha il compito di identificare i fattori di rischio all’interno dell’ambiente lavorativo, valutarli e suggerire misure efficaci per neutralizzarli o contenerli. Coordina il Servizio di Prevenzione e Protezione, ossia l’insieme delle risorse e delle persone dedicate alla sicurezza.

In particolare, partecipa attivamente alla redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), collaborando con il medico competente e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS). Questo documento è fondamentale per definire le strategie di prevenzione e per programmare le attività di formazione e informazione rivolte ai Lavoratori.

Tra le sue responsabilità rientrano anche l’elaborazione di procedure di sicurezza, la proposta di programmi formativi e la partecipazione alle riunioni periodiche di sicurezza indette annualmente dal datore di lavoro. Inoltre, è tenuto a fornire informazioni chiare e puntuali ai lavoratori e a mantenere la riservatezza sui processi produttivi aziendali di cui viene a conoscenza.

A chiarire l’importanza di questa collaborazione è il Sig. Raffaele Poleo, RSPP e Formatore sulla Sicurezza, professionista attivo in GDM, azienda attiva nel campo della medicina del lavoro a Torino, dove si occupa anche dell’individuazione del fabbisogno delle imprese che richiedono supporto, offrendo servizi su misura in base alla reale situazione organizzativa e produttiva. Poleo sottolinea il valore della sinergia tra le diverse figure della prevenzione: «La redazione di un DVR efficace richiede un confronto strutturato tra RSPP, Medico Competente e RLS, perché solo dall’integrazione di competenze differenti nasce un’analisi dei rischi realmente aderente al contesto aziendale». Allo stesso tempo, evidenzia l’importanza di una consulenza calibrata: «Ogni azienda vive dinamiche proprie, e il compito dell’RSPP è guidare il Datore di Lavoro nella scelta delle misure più adeguate, evitando soluzioni standardizzate che non rispecchiano le effettive esigenze operative».

Responsabilità e Limiti Giuridici

L’RSPP opera in qualità di consulente tecnico e organizzativo, senza detenere poteri decisionali diretti. Pertanto, non ricade su di lui la responsabilità legale primaria in caso di infortuni o violazioni delle norme di sicurezza. Tali responsabilità restano infatti in capo al Datore di Lavoro, ai Dirigenti e ai Preposti, i quali detengono la posizione di garanzia sancita dalla legge.

Nonostante ciò, alcune sentenze giudiziarie hanno, in determinate circostanze, ipotizzato una cooperazione colposa anche da parte dell’RSPP, qualora si rilevino omissioni gravi nella gestione dei presidi di sicurezza o nell’assolvimento degli obblighi e compiti previsti per il ruolo rivestito. La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che la nomina dell’RSPP non esonera il Datore di Lavoro dall’essere il garante principale della salute e dell’incolumità sul posto di lavoro.

In sostanza, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione rappresenta un supporto tecnico imprescindibile ma non un soggetto giuridicamente obbligato in prima persona rispetto all’attuazione delle misure di sicurezza.

Requisiti Formativi e Percorso di Abilitazione

Per assumere il ruolo di RSPP, è necessario possedere almeno un diploma di scuola superiore e aver completato specifici corsi di formazione articolati in moduli denominati A, B e C. Il modulo A, di 28 ore, offre una panoramica generale sulle normative e sui rischi principali nei luoghi di lavoro ed è propedeutico agli altri moduli.

Il modulo B, di durata variabile, approfondisce i rischi specifici in base ai settori produttivi classificati secondo il sistema ATECO, mentre il modulo C, riservato ai soli RSPP, tratta tematiche avanzate relative ai rischi psicosociali, ergonomici e da organizzazione del lavoro.

I laureati in determinate classi di studio possono essere esonerati dai primi due moduli.

L’aggiornamento professionale è obbligatorio e prevede un monte minimo di 40 ore ogni cinque anni per l’RSPP, con la possibilità di integrare parte della formazione partecipando a convegni o seminari specialistici.

Modalità di Nomina e Svolgimento Diretto da Parte del Datore di Lavoro

Il Datore di Lavoro ha l’obbligo di nominare un RSPP, che può essere interno, esterno o, in alcuni casi, egli stesso, purché segua un corso formativo appropriato. In particolare, nelle imprese di piccole dimensioni (ad esempio, fino a 30 dipendenti per aziende artigiane o agricole) è consentito che il Datore svolga direttamente le funzioni di prevenzione, previa formazione specifica abilitante al ruolo di RSPP Datore di Lavoro.

Tuttavia, vi sono categorie di aziende con requisiti più stringenti, come quelle industriali soggette a notifica, centrali termoelettriche o imprese che operano con materiali esplosivi, per cui tale deroga non si applica.

La formazione per il Datore di Lavoro che assume direttamente il ruolo di RSPP varia da un minimo di 12 ore fino a un massimo di 24 ore, a seconda del settore di attività in cui opera l’azienda, con l’obbligo di aggiornamenti periodici. Con il nuovo Accorso Stato Regioni 2025 il Datore per potere accedere al corso per rivestire direttamente la funzione dei RSPP deve avere completato il corso Datore di Lavoro - modulo comune – il quale ha quindi carattere di propedeuticità e la sua durata varia da un minimo di 16 ore a un massimo di 22 ore per le aziende che operano presso cantieri.

Conclusioni: Un Pilastro per la Sicurezza Aziendale

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione rappresenta un elemento fondamentale nell’organizzazione della Sicurezza sul Lavoro in Italia. Attraverso competenze tecniche e una costante collaborazione con il Datore di Lavoro e le altre figure aziendali, contribuisce a prevenire incidenti e a tutelare la salute dei Lavoratori.

Pur non detenendo responsabilità giuridiche dirette, la sua attività di consulenza è essenziale per un’efficace gestione del rischio. La normativa vigente, con i suoi percorsi formativi e le modalità di nomina, riflette l’importanza attribuita a questa figura, che si conferma un punto di riferimento imprescindibile per la sicurezza nelle imprese italiane.

 

 

 

 

 

 

 

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